Romanticismo italiano

Movimento risorgimentale: l’impegno civile politico finalizzato a suscitare spirito patriottico. L’arte impegnata a dar voce ai problemi e alle aspirazioni di un vasto pubblico, cioè la classe borghese.
Rinascita culturale politica della nazione ispirata al vero, lontana Dalle tendenze i razionalisti che romantiche Europeee. Prevalgono temi patriottici, riguardanti la nazione e la storia, ottimi esempi di lotta contro il potere. Siamo un rifiuto della tradizione classica, E il rinnovamento della lingua.

Polemica classico romantica

Madame de Stael dopo che fu pubblicato un suo articolo sul periodico “Biblioteca Italiana” nacque ufficialmente il romanticismo italiano; l’articolo conteneva un invito a letterati italiani a confrontarsi con la nuova sensibilità romantica ispiratrice dei movimenti culturali europei.
Ci furono due correnti di pensiero: I sostenitori delle nuove tendenze romantiche, desiderosi di svecchiare la cultura italiana rifiutandone le regole, le forme e modelli tradizionali, e dei sostenitori della tradizione classica.
Pure Alessandro Manzoni interviene nel dibattito in cui condivide le posizioni romantiche per il rifiuto di un classicismo basato su un’arida limitazione sull’uso della mitologia. Tuttavia il suo giudizio sul romanticismo non è del tutto positivo, Poiché alcuni elementi non concordano con la sua poetica dell’utile e del vero, ovvero il fantastico, l’irrazionale E la ricerca della stravaganza. Al contrario concorda sul fatto che la letteratura deve educare valori morali civili patriottici.

Manzoni

Nacque a Milano il 7 marzo 1785 dal Conte Pietro Manzoni e Giulia Beccaria.
Stette fino al 1801 in collegi cattolici Dove ebbe una tradizione classica; questi anni gli provocarono una forte avversione per questi metodi pedagogici rigorosamente cattolici.
Frequento dopo il ritorno dagli studi a Milano, Foscolo e Monti.
Nel 1805 lascia la casa del padre raggiunge a Parigi la madre dopo la morte del compagno.
Nel 1808 Manzoni torno in Italia sposò la giovane svizzera Enrichetta Blondel, di fede calvinista che gli diede 10 figli e si convertì al cattolicesimo.
Conobbe degli ecclesiastici di ordinamento progressista che riuscirono smorzare le sue posizioni anticlericali ma si avvicinò al cristianesimo a causa di un evento drammatico a Parigi nel 1810 Durante i festeggiamenti per le nozze di Napoleone, egli smarri la moglie tra la folla e fu colto dall’angoscia, E si rifugiò nella chiesa di San Rocco dove ebbe la folgorazione divina che lo converti. Nel 1810 si trasferì a Milano con la moglie per dedicarsi alla letteratura. Tra le 1212 e il 1819 compose gli “inni sacri”(gusto romantico e ritorna la religiosità) e le due tragedie; seguendo con attenzione il dibattito classico romantico tuttavia non partecipa direttamente agli scontri tra le due correnti, e nemmeno alla politica.
1827 pubblicazione dei promessi sposi, Insoddisfatto andò Firenze a “risciacquare i panni in Arno”, cioè per studiare la lingua parlata della borghesia Fiorentina. A Firenze entra in contatto con Giampietro Vieussaux e la sua rivista “L’antologia”. Ebbe modo di conoscere leopardi e diventare membro dell’Accademia della Crusca.
Nel 1333 morì la moglie Enrichetta E l’anno successivo la figlia prediletta.
Nel 1841 morì la madre; Solo due dei 10 figli sopravvissero alla morte del padre.
I molteplici lutti indebolire la sua salute e affievolirono la sua creatività artistica. Dopo l’edizione definitiva dei promessi sposi tentò inutilmente di comporre poesie e si limito a pubblicare saggi di argomento storico letterario.
Dopo la pubblicazione dei promessi sposi divenne un uomo famoso sta di fatto il suo romanzo venne adottato nelle scuole, e alla sua sepoltura partecipò pure il principe Umberto, Ed ebbe una sepoltura onoraria.

Impegnato sia politicamente che civilmente nella poesia(“5 maggio”)
Per la prosa utilizza il romanzo storico(“PS”)

L’approdo al cristianesimo è il culmine di un processo in cui Manzoni era in crisi. In primo luogo lo influenza sulla concezione della storia. Ritiene che il modello supremo di civiltà in tutti campi sia il mondo romano, Ma quando diviene cristiano ha un atteggiamento anticlassicistico. Poiché i romani non sono un esempio di virtù essendo stati un popolo violento superbo ed oppressore. Il modello sarà il medioevo cristiano, con una nuova prospettiva: la concezione eroica della storia ovvero celebrare i potenti.
Per lui il riscatto morale dell’uomo è possibile solo mediante la fede, intesa come elemento di un disegno provvidenziale finalizzato al bene.
Molto importante ruolo di provvidenza cioè il progetto voluto da Dio per il bene di tutti gli uomini.


Matura un interesse per i vinti e gli umili essendo stati ignorati dalla storia.
(Secondo lui il male è radicato nella storia, l’uomo è inevitabilmente portato peccare)

Lettera sul romanticismo

Manzoni seguì con fervido interesse la polemica classico romantica dopo la pubblicazione dell’articolo di madame de Stael. Nella lettera sul romanticismo Manzoni individua aspetti positivi e negativi della letteratura romantica. Il negativo romantico che riguarda la critica mossa dai romantici Viva del principio di imitazione dei classici, dell’uso delle regole retoriche tradizionali della mitologia. Manzoni condivide questi principi ma quanto riguarda mitologia a una diversa opinione: per lui la poesia classica ed è imbevuta di idee pagane e la mitologia è da condannare come una forma moderna di idolatria. Alcuni aspetti non si accordano con la sua poetica dell’utile del vero come quelli sull’esaltazione delle passioni, Elementi fantastici irrazionali e la ricerca della stravaganza. Il positivo romantico sembra invece a Manzoni che debba consistere soprattutto nel fatto che letteratura deve riproporsi utile per lo scopo, il vero per il soggetto e l’interesse per il mezzo. Ovviamente essendo lui cristiano ha una posizione molto rigida riguardo ciò… lui spinge che il vero scopo della letteratura deve essere educazione ai valori cristiani

La letteratura deve rappresentare l’utile cioè il fine della letteratura, è un progresso in campo morale e civile dei lettori. Questi saranno i principi alla base della corrente romantica.

Manzoni distingue tra vero storico e vero poetico: il primo deve attenersi rigorosamente alla realtà dei fatti, il secondo invece deve indagare le passioni dell’animo umano e riportare alla luce le motivazioni che hanno animato gli uomini a compiere determinate azioni. Per fare ciò il poeta Deve ricorrere alle invenzione però questo deve essere verosimile deve rispettare la verità storica evitando di falsificare i fatti maniera romanzesca.


Inni Sacri

Compose sette inni dal 1812 del 1847
Esco dal nulla classica per Manzoni e sono qualcosa di formale, di falso, morto. Vuole dei temi che siano vivi, Diretti dal vero temi che siano rivolti al popolo(ceto medio).
L’Io poetico diviene un interprete corale della conoscenza cristiana, lui al posto di ciò fa diventare l’inno sacro come se fosse la predica del sacerdote.


Cambia la metrica, viene più veloce(settenari,ottonari…)
Il linguaggio non è aulico ma non si abbassa alla prosa.
La Pentecoste: quinto inno sacro che celebra la discesa dello spirito Santo sugli apostoli degli effetti prodotti su tutta l’umanità dalla sua venuta.

Ambivalenza della Chiesa: la chiesa è paurosa ed inerte ma è anche attiva nel suo impegno col mondo?

Sostiene che il mondo presente è culla del male E il mondo divino della salvezza; bisogna combattere.
Per Manzoni la Chiesa deve impegnarsi per alleviare le sofferenze terrene ed essere da esempio per gli uomini.

Tendenzialmente è pessimista ma non è inerte davanti al male.
La finalità è far commuovere ed incitare il lettore.

Odi Civili

Manzoni sostiene la necessità dell’impegno civile morale letteratura, E il risultato migliore È nelle odi civili “Marzo 1821” e “il 5 Maggio”
Siamo nei moti liberali piemontesi (sconfitta di Napoleone). Sentimento patriottico tema centrale. Manzoni dichiara che la libertà all’indipendenza sono un diritto degli italiani divenuti coscienti delle proprie tradizioni della propria identità nazionale, l’unica cosa in grado di trasformare dei volghi in nazione.
C’è anche un motivo religioso, il desiderio di libertà dei patrioti italiani sarà ascoltato da Dio difensore degli oppressi e padre di tutte le genti che gli aiuterà come fece con gli Israeliti in fuga dall’Egitto.
L’ode “il 5 maggio” poscritto due mesi dopo la morte di Napoleone ed è una meditazione sulla figura di Napoleone sul potere Saint just violento, esercitato dei protagonisti della storia.
In generale nelle odi civili siamo un linguaggio erudito e applicò ed un tono declamatorio.
Nell’ode “il 5 maggio” descrivere la rapidità fulminea delle azioni di Napoleone. Le sue imprese vittoriose, la sconfitta è l’esilio con la morte e disperazione.
Descrivi Napoleone a braccia conserte a ricordare alle sue imprese il quale rimane immobile a pensare la rapidità delle sue azioni passate. Ciò è riferita al presente poiché è immobile essendo in esilio e deceduto. Per Manzoni la vita di Napoleone È stata agire nella storia alla ricerca di gloria terrena per finire Nello c’è solitudine. La morte è uguale per tutti, Con ciò però svaluta le imprese dei grandi, A differenza di Foscolo. Per lui gli eroi sono quelli che pongono la loro superiorità al servizio degli altri non quelli che portano distruzione cioè combattono le ingiustizie dei soprusi.
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