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Il Romanticismo italiano


Alessandro Manzoni fu uno dei massimi esponenti del Romanticismo italiano, autore dei Promessi Sposi, capolavoro della letteratura italiana del IX secolo.Negli anni della giovinezza aderisce ad un pensiero illuminista e rivoluzionario, scettico ai riguardi della religione, riflettendo in modo profondo sulla libertà di pensiero e sullo scopo ultimo della vita. Nel 1810 si converte al Cattolicesimo, ma mantiene lo spirito del dovere civile come poeta e come cittadino. Matura un pessimismo di natura morale indotto dalla riflessione sulla natura malefica dell’uomo, che nonostante soffra per i propri mali, ne causa al prossimo pur di allontanarlo. Si libererà del proprio pessimismo durante il corso degli anni, grazie alla concezione cattolica della vita, che ammette la coesistenza del bene e del male nella vita dell’individuo.Secondo Manzoni dopo la creazione e la cacciata dal paradiso, l’uomo si è abbandonato alle passioni ed è diventato debole, vulnerabile, per compensare la felicità assoluta ormai irraggiungibile dell’Eden. Il suo dunque è un cattolicesimo laico e liberale e sottolinea la distinzione tra Stato ed identità spirituale del singolo. Le sue opere ridanno uno stile storico, ispirato inizialmente al romanzo Ivanhoe di Walter Scott, in cui i personaggi sono fantasiosi ma l’azione si svolge in luoghi e tempi reali.

Foscolo


Ugo Foscolo, nacque nel 1778 a Zante, di padre veneziano e madre greca.Dopo la morte del padre si trasferisce a Venezia, dove inizia la sua produzione artistica di matrice neoclassica, insieme a caratteri illuministi e preromantici.Credeva profondamente negli ideali democratici, ma il suo pensiero muta con il succedersi di eventi storici. Apprezzava le opere classiche e la loro perfezione ed armonia, in cui trovava rifugio dalla propria infelicità ed incapacità di instaurare rapporti interpersonali. Predominano elementi mitologici, testimoni del fatto che ha una concezione area e razionalista della vita. Aderisce ad una religione personale, che non sia contrastante con la ragione, ma che non lo salva dal terrore dell’oblio dopo la morte.Nella sua opera “Dei Sepolcri” illustra i modo esaustivo il suo pensiero. non riconosce l’esistenza della vita dopo la morte, ma vi è la possibilità che un uomo possa rimanere vivo per l’eternità nei ricordi dei suoi cari. Inoltre, Foscolo considera le poesie un modo per rendere memorabili gli uomini per l’eternità, dunque l’eroismo in funzione della celebrazione poetica è un elemento fondamentale nella vita dell’individuo. La poesia celebra le passioni, l’illusione, l’incommensurabilità del tempo e la causa del dolore come essenza imprescindibile della natura umana.



Leopardi


Giacomo Leopardi nacque a Recanati nel 1789, in una famiglia nobile e benestante.Gli fu impartita un’educazione retrograda ed autoritaria e risentì profondamente della mancanza di affetto familiare.Ne segue una formazione da autodidatta grazie alla fornitissima biblioteca del padre, a questo contribuì al suo rifugio nello “studio matto e disperatissimo” che lo portò a sviluppare malattie croniche e deformazioni fisiche.Il suo nichilismo è presente nella filosofia di Leopardi, e si basa sulla meditazione e il sentimento del nulla e della noia. Leopardi plasma il suo pensiero in un contesto storico segnato dalla crisi dell’Illuminismo, ragion per cui si basa inizialmente sulla critica della ragione e del progresso. Nel 1816 è l’anno in cui il poeta si proietta verso il Romanticismo maturando una sensibilità verso la poesia sentimentale antica, definendola ricca di spunti ideologici e filosofici.Dal 1824 al 1828 abbiamo un periodo di conversione filosofica del poeta, per poi ritornare a essa per dilettarsi delle illusioni e dei ricordi che poteva rievocargli. A tal proposito definisce i piaceri della vita stati illusori, invece in dolore , stato costante inconfortabile. L’ultimo periodo della vita di Leopardi è segnato da un “pessimismo cosmico” e di infelicità esistenziale a causa delle sue malattie che gli impediscono di leggere e scrivere. Riflette molto sull’egoismo e lo considera l’arma più potente per distruggere la società, ma non esistendo un bene comune, questo coinvolge l’essenza umana più prima, dunque non si può evitare la società corrotta in cui si vive. L’ideale si raggiungerebbe solo nel caso di un equilibrio tra natura e ragione, sostanzialmente il regime democratico dell’Antica Grecia, che è mediano tra monarchia primitiva e l’autocrazia.

George Gordon Byron, Considerando John Keats e Percy Bysshe Shelley


I più importanti esponenti del Romanticismo inglese sono accomunati dalla loro partenza per l’Italia e la morte precoce, una ricerca accurata del lessico, una grande passione per il mondo Ellade e per la politica. Si distinguono per la visione imperfetta che hanno della natura, incentrandosi più sulla priorità dell’uomo e dei suoi sentimenti. Vantavano caratteri ribelli e a volte aggressivi, in lotta per gli ideali di uguaglianza e libertà sia a livello fisico che con le loro opere.L’idea era di liberare la società dalle convenzioni morali e dai pregiudizi verso il nuovo e lo sconosciuto.

A cura di Veronica.
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