Il Romanticismo


Nasce in Germania; l'origine del movimento romantico si ricerca nell'opera di rinnovamento e della liberazione civile e spirituale che è stata iniziata dall'illuminismo, di cui il Romanticismo viene preso in considerazione in legame ai concetti di evoluzione e sviluppo, nonostante l'apparente contrasto delle idee in Germania.
La Francia fu la grande maestra della rinnovata cultura tedesca, ma il suo processo di sviluppo e le vicende politiche successive portarono la nazione tedesca ormai matura e salda nelle sue rinnovate strutture materiali e spirituali, a rifiutare il modello francese ed a ricercare forme autonome ed originali.
Per esempio la gloriosa resistenza all'invasione e al dominio napoleonico fu una reazione da parte della Germania alle energie politiche e civili suscitate dalla rivoluzione francese.
L'opposizione culturale alla soggezione francese si manifestò nella elaborazione di una concezione filosofica di carattere spiritualistico, l'idealismo, che si oppone totalmente alla mentalità razionalistica scientifica dell'Illuminismo e del sensismo materialistico.

In letteratura si rifiutò l'imitazione dei modelli classici, favorendo una poesia capace di esprimere l'animo del poeta e il sentimento della sua gente.
Questo rifiuto del classicismo fu anzitutto rifiuto del modello letterario del '700 razionalistico e classicheggiante.
Prima manifestazione di questa nuova cultura, fervida di ideali e ricca di passionalità fu il movimento dello “Sturm und Drang” (tempesta e impeto) 1770 – 1785, formatosi in aperta polemica con la cultura illuministica e dunque contro la soggezione culturale francese.
Primo eroe romantico: Werther (di Goethe).
Il Romanticismo è il frutto del maturare di una serie di esigenze non solo spiccatamente letterarie, ma filosofiche, morali, religiose, sentimentali, in corrispondenza di una particolare situazione storico – politica: quella creata dalla crisi dell'Illuminismo, dall'esperienza e dal fallimento della rivoluzione, dell'avvento della Restaurazione.
Il Romanticismo è primo ancora che una nuova poetica un nuovo atteggiamento dello spirito, un nuovo modo per l'uomo di porsi innanzi all'esistenza.
Proprio dello spirito romantico è la coscienza del drammatico dissidio tra l'ideale ed il reale, tra l'anelito e realizzare, nella vita individuale e sociale, un modello di perfezione di bellezza e la drammatica constatazione dei limiti propri e dell'uomo universale.
Da questa consapevolezza deriva il carattere predominante del romanticismo: il pessimismo. La prima e più evidente risposta dell'anima romantica al pessimismo è chiudersi in se stessa, o nell'esasperata contrapposizione della propria individualità generosa contro ogni condizionamento esterno, o nella contemplazione della propria perfetta sensibilità rinchiusa su se stessa per difendersi da ogni contaminazione della mediocrità comune, o nel lamento versato sulla propria incapacità di comunicare con gli altri e di capire l'esistenza, possiamo cioè indicare nel titanismo, nell'egotismo e nel vittimismo tre aspetti paralleli dell'individualismo romantico.
1) La coscienza della propria solitudine, anche se intesa come orgogliosa affermazione della propria libertà, spinge spesso a cercare forme di evasione dalla realtà, sia attraverso il vagheggiamento dii un mistico contatto con la natura (Wordsworth), intesa come espressione di innocenza e primitività contrapposta alla corruzione di civiltà.
2) Anche nell'esotismo (Coleridge), cioè nella ricerca di ambienti e forme di vita sociale ancora primitivi e spontanei, e perciò ricchi di un'immediata forza di sentimenti, ricchi di sentimenti forti e puri.
3) O nell'amore, inteso romanticamente come momento supremo e drammatico della passionalità umana.
4) o nell'arte, espressione inconscia e sublime dei più alti sentimenti, unica attività attraverso cui lo spirito riesce a soddisfare la sua sede di infinito e di assoluto.
1) individualismo 2) pessimismo 3) vagheggiamento (sentimentalismo patetico e torbido)
Nello spirito romantico si fa strada la consapevolezza di essere partecipe di un processo costante di evoluzione e trasformazione della società umana che segue leggi eterne, misteriose, provvidenziali.
La coscienza di essere parte necessaria e responsabile del continuo divenire della storia spinge l'uomo a scoprire, all'origine stessa di questo divenire, alcuni valori assoluti che costituiscono il momento iniziale ed il motivo ricorrente delle varie esperienze storiche: l'uomo romantico scopre così i legami profondi con una collettività umana con cui ha in comune una eredità di tradizione e sentimenti, di richiami culturali e di speranze di progresso.
Nasce il moderno concetto di nazione: l'individualismo romantico supera e rinnega spesso se stesso ed il proprio gusto della solitudine titanica nella consapevolezza dei legami del singolo con la propria comunità nazionale e dei doveri che ad essa lo legano.
La nazione viene quindi ad assumere un valore quasi religioso ed assoluto, diviene uno dei tipici miti romantici, accanto all'esaltazione del valore religioso della libertà ed all'anelito all'infinito che assume spesso il significato di una vera, interiore ricerca di Dio.
Rifiuto di tutti i modelli classici e delle regole sintattiche e grammaticali.
Il poeta deve esprimersi liberamente per comunicare propri sentimenti (stati d'animo) al popolo.
Il rifiuto della mitologia classica lascia assoluta libertà espressiva al poeta, ma i miti e le vicende del suo popolo gli offrono una larga possibilità di espressione e un nuovo motivo di canto.
Il poeta deve esprimere se stesso, con piena e totale adesione ai sentimenti, alle passioni, agli ideali che lo animano.
La nuova realtà spirituale che unisce gli individui in una comunità, cioè in una nazione, fa si che il poeta diventi l'interprete del pensiero e dei sentimenti e delle aspirazioni del proprio popolo.
Per concludere, si vuole una poesia più vera e viva, e che trascriva ciò che si muove nell'animo del poeta, e ciò che permane nella coscienza di una gente o le imprese di un passato che non tramontano nel cuore.

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