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Il Romanticismo

Il romanticismo è un movimento letterario nato in seguito allo sviluppo di una nuova sensibilità dovuta alla sfiducia nella ragione maturata dopo la Rivoluzione francese, ed esso si opponeva ai principi del razionalismo illuministico e del neoclassicismo, promuovendo l'idea di una cultura fondata sul sentimento, sulla riscoperta dell'interiorità e della spiritualità.

Si contrappone all'Illuminismo ( razionalismo, laicismo, cosmopolitismo, materialismo), ma anche al neoclassicismo ( imitazione dei classici, ideale di armonia ed equilibrio).

Schlegel fu il primo ad usare il termine “romantico” per definire la letteratura da lui considerata moderna in contrapposizione a quella classica. Inoltre sostenne che: “romantico e tutto ciò che ci rappresenta una materia sentimentale in forma fantastica”.

Le principali novità del pensiero romantico
Primato della spiritualità, intesa sia come ritorno alla religione tradizionale, sia come ispirazione al divino e all'assoluto. Frequente fu infatti il tentativo di ricerca di dimensioni soprannaturali per fuggire dalla realtà.

Primato del sentimento, in particolare di tutto ciò che è legato alle manifestazioni irrazionali dello spirito (follia e sogno). Lo spirito romantico esalta anche le passioni, soprattutto l'amore.
Rapporto uomo-natura; la natura è vista come fonte di contatto con l'assoluto, che porta l'artista a sentirsi parte del “tutto” ( concezione denominata Panismo). Ma può essere anche vista in senso negativo come forza selvaggia e ostile o come responsabile del dolore umano ( → Leopardi).
Desiderio di fuga. I romantici tedeschi definirono “Sehnsucht” (“Male che nasce dal desiderio”): stato d'animo di profonda inquietudine che nasce dall’insoddisfazione e dall'aspirazione all'assoluto, che porta l'artista a fuggire nella natura, o a vagheggiare scenari lontani esotici ho tempi lontani. I tempi ei luoghi prediletti dall'artista romantico sono: Medioevo e Grecia antica.
L'arte vista come espressione spontanea del genio individuale.
Attrazione per la morte, vista come unica via di fuga dal dolore che porta a considerare il suicidio come unico modo per sfuggire alla mediocrità della vita.
L'eroe romantico, visto come “eroe ribelle” che aspira ad andare contro le convenzioni per affermare la propria personalità ( titanismo), oppure come “eroe vittima” chi si isola nel proprio dolore contemplando il suicidio ( vittimismo).
L'aspirazione nazionale, dalla quale scaturisce un orgoglio per la propria nazione (patriottismo) che portò ad un recupero di canti popolari, fiabe tradizionali e leggende (→ Fratelli Grimm). Il patriottismo romantico non coincide necessariamente con un senso di superiorità di alcune nazioni nei confronti di altre, ma come esigenza di libertà da parte dei paesi che avevano perduto la loro indipendenza. Il desiderio di appartenere ad una patria è espresso più volte nelle opere di Ugo Foscolo.


Le caratteristiche dell'eroe romantico

→ Figura ispirata da personaggi romanzeschi come Werther, Jacopo Ortis, Renè.
L'eroe romantico e consapevole della propria profondità d'animo e di intelletto, e quindi della sua superiorità che gli causa però tormento interiore. Per cui possiede anche un’eccezionale capacità di soffrire e, sempre data la sua superiorità ( di cui è consapevole), è sempre proteso verso grandi mete ( titanismo) ma, dato che non riesce mai a raggiungerle (perché impossibili da raggiungere) è soggetto a frustrazioni per le sue sconfitte inevitabili (vittimismo). Egli è anche idealista e si ribella alle oppressioni.

Le caratteristiche dell'intellettuale romantico
Cambia il ruolo degli intellettuali.
Gli atteggiamenti prevalenti furono 2:
Intellettuale militante: promotore di libertà e sostenitore di rivendicazioni liberali.
Intellettuale escluso: che viveva isolato dalla società, in quanto si sentiva incompreso e rifiutato.

Cambia per chi si scrive e di chi si scrive:
→ destinatari delle opere = non più gli aristocratici ma il POPOLO
→ protagonisti delle opere = gli UMILI (es. “I Promessi Sposi”)

Intellettuali si sentirono investiti di una missione sociale:
stimolare la società a partecipare alla lotta contro il dominio straniero.

La poetica romantica
In essa coesistono due diverse tendenze:
Una legata alla rappresentazione del Vero ( anche di ciò che è quotidiano)
Una legata all'esaltazione del Fantastico ( come rappresentazione dei fenomeni dello spirito)

Entrambe hanno in comune:
la ricerca di uno stile libero dalle regole,
attento alla musicalità ( perché la musica è l'arte dell'interiorità e del sentimento),
che non punta alla perfezione formale ( infatti viene abbandonata la compostezza neoclassica e la mitologia),
ma punta ad esprimere la carica passionale dell'artista.

Dato che l'arte vista come creazione del genio individuale che si esprime in maniera spontanea è originale, il romantico, come abbiamo detto, non ha bisogno di imitare modelli perché trova dentro di sé i motivi della propria ispirazione.

Mezzo espressivo per eccellenza → la poesia lirica ( perché considerata in grado di comunicare l'interiorità e, a differenza di un testo narrativo, poteva essere soggetta a interpretazione personale). Per esprimere, invece, sensazioni e impressioni colte in un particolare momento e luogo si preferiva il frammento lirico ( componimento breve che tratta di un solo argomento).

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