ROMANTICISMO

• ORIGINE E SIGNIFICATO
In Italia il movimento romantico si affaccia nel 1816 ma era già presente a fine ‘700 in Europa, il termine può essere usato come categoria storica, ad indicare un intero periodo con le sue manifestazioni, o come movimento, che si concreta in scuole o gruppi di intellettuali ispirati ad una stessa poetica. La parola romantic compare per la prima volta in Inghilterra verso la metà del ‘600, indicava in senso dispregiativo ciò che di fantastico e assurdo vi era negli antichi romanzi cavallereschi. Nel Settecento indica invece ciò che è atto a dilettare, nella Nuova Eloise di Rousseau indica qualcosa di vago e indefinito, e infine viene utilizzato dai filosofi tedeschi che a fine ‘700 si riunivano intorno alla rivista Athenaeum per definire la letteratura moderna, lacerata, in contrapposizione alla letteratura classica, armoniosa.

• CONTESTO STORICO-CULTURALE
In questo periodo ci sono delle grandi trasformazioni storiche, con la rivoluzione politica crolla la monarchia assoluta di diritto divino e si afferma il principio della sovranità del popolo, con la rivoluzione industriale che si estende dall’Inghilterra a tutt’Europa nasce un nuovo ceto, il proletariato e la borghesia. Ma con questa enorme produzione industriale il mercato non riesce ad assorbire illimitatamente le merci e ciò determina crisi cicliche, disoccupazione, per cui il proletariato operaio attua rivolte, per esempio contro le macchine, il luddismo, o scioperi paralizzanti.

• POSIZIONE DELL’INTELLETTUALE
Cambia anche il ruolo dell’intellettuale, che perde il suo privilegio, non fa più parte dei ceti egemoni né lavora al loro servizio, ma con l’avvento del nuovo sistema borghese deve trovare un’occupazione per vivere, spesso poco remunerata e di poco prestigio, l’artista viene declassato ed emarginato, è visto come un individuo inutile che ha solo il compito di intrattenere, e inoltre egli per esigenze di mercato deve attribuire alla sua merce un prezzo, e questa è un offesa poiché la sua opera per lui ha un valore incommensurabile. Allora l’intellettuale trova due soluzioni: una di compromesso con la società, e tratta di tematiche più moderate, oppure una soluzione di totale rifiuto di tutto ciò che lo circonda.

• TEMATICHE
Proprio per questo egli tratta di tematiche negative, che d’altronde possiamo anche ritrovare in romanzi precedenti, anzi è difficile trovare un artista di questo periodo che abbia una visione serena della vita. I temi principali sono:
o Il rifiuto della ragione, poiché gli intellettuali rifiutano ogni cosa che li circonda, ed è stata la ragione dell’uomo a portare a una rivoluzione industriale, per cui all’Illuminismo, periodo della ragione, si contrappone il Romanticismo, dettato da oscurità e tenebre, è importante per esempio “Inni alla Notte” di Novalis.

o Il sogno e la follia.
o Il soggettivismo, poiché vi è una fuga dal mondo esterno verso il mondo interno, concepito come unica realtà esistente.
o Tensione verso l’infinito, l’ignoto, il che è una conseguenza del rifiuto del mondo esterno.
o Un ritorno alla religiosità, e non solo, anche un ritorno al sovrannaturale, alla figura del signore delle tenebre, Satana.
o Il male, esercita dunque un forte fascino sull’artista, che tratta di crudeltà, lussuria, morte. Per questo vi è un filone romantico chiamato “nero”.
o Il sonno della ragione produce mostri.
L’intellettuale fugge dalla realtà, si rifugia nell’esotismo spaziale, vagheggiando luoghi remoti e lontani, e nell’esotismo temporale, vagheggiando epoche passate, in cui i valori erano ancora vivi. Anche la visione della natura cambia, non è più pura, ma contaminata dalle continue costruzioni dell’uomo, inoltre l’artista tratta anche di tre miti: il mito dell’infanzia, dove il mondo infantile è visto come un mondo ingenuo e innocente, il mito del primitivo, il cui mondo è spontaneo, e il mito del popolo, depositario dell’anima spontanea e originaria della nazione. Il concetto di nazione ha un valore positivo, è visto come un unione non solo geografica ma anche spirituale, è come se il popolo fosse tutto una sola anima, per questo il senso della storia è importante, perché è con il corso del tempo che l’anima si è formata.

• SITUAZIONE ITALIANA
Mentre in Europa stanno nascendo gli stati nazionali, l’Italia è ancora frammentata, e inoltre alcuni paesi sono dominati dalla potenza austriaca. L’Italia è un paese ancora agricolo, fortemente arretrato, per questo non esisteva una classe borghese moderna, capitalista, che investiva i propri capitali per creare industrie, tuttavia nelle regioni più avanzate, il Nord, si stava avviando un processo di sviluppo, mentre il quarto stato, il popolo, era composto essenzialmente da contadini, artigiani, lavoranti, essi vivevano in condizioni misere, erano analfabeti, ed esclusi dalla circolazione della cultura contemporanea. Inoltre sul piano politico l’Italia era frammentata da liberali e democratici: liberali che volevano tornare all’assolutismo illuminato gestito da nobiltà e aristocrazia, e si dividono in cattolici liberali come Manzoni, e laici come Cavour che auspicavano una divisione tra Stato e Chiesa. I democratici come Mazzini che voleva la nascita di una repubblica unitaria, come Cattaneo che non voleva un unità accentratrice ma proponeva una repubblica federale come gli Stati Uniti.

• ROMANTICISMO ITALIANO E EUROPEO
Allo stesso modo dell’intellettuale europeo anche quello italiano deve fare un attività per vivere, non gode più dell’otium letterario, è indipendente dal protettore ma è comunque dipendente dal gusto del popolo e del mercato, ma, a differenza dell’intellettuale europeo quello italiano non è un emarginato sociale, non perde i suoi privilegi, anzi è di fondamentale importanza , partecipa alle insurrezioni, combatte nelle guerre d’indipendenza, elabora a diffonde i valori che sono alla base del moto nazionale, come l’amore per la patria, la libertà, è la guida intellettuale politica e morale della nazione che si sta formando, egli non è antiborghese, anzi è portavoce di valori borghesi, non rifiuta la ragione, ma aderisce al vero.

• QUESTIONE DELLA LINGUA
In questo periodo manca in Italia una lingua unitaria, che fosse usata in tutte le regioni, da tutti gli strati sociali, e in tutte le occasioni, poiché la penisola era ancora frammentaria, e inoltre vi era molto analfabetismo. L’esigenza di una lingua nazionale era forte perché se la nazione è un unità spirituale anche la lingua deve essere unificata, la soluzione Manzoniana era l’uso del fiorentino dell’uso attuale. L’unificazione poi fu attuata negli anni ’60 del Novecento.

• POETICA
La poetica romantica si oppone alla poetica classicistica, che prevedeva il principio di imitazione della natura, poiché la natura è immutabile, e anche l’imitazione della letteratura, quando questa ha raggiunto la perfezione, oltre all’ispirazione personale il poeta classicista deve anche seguire precise regole stilistiche, poiché la realtà è molteplice e quindi deve rifarsi a precise idee, e inoltre deve attuare una selezione, separare gli stili, in tragico, comico, sublime, quotidiano, che non devono mai essere mescolati insieme in una stessa opera. La poetica romantica rifiuta regole, modelli o generi, l’imitazione, perché l’arte è espressione soggettiva, è originale e spontanea, inoltre tende al vago e all’indefinito. L’arte muta nel tempo poiché mutano i gusti delle epoche.


• POLEMICA
Inoltre abbiamo delle critiche, di Madame de Stael, la quale accusa gli intellettuali di non rifarsi alla letteratura dell’ ‘800, e di rifarsi invece solo alla mitologia greca e romana, lei vuole che essi escano dal chiuso della tradizione e che si rifacciano ai modelli moderni, soprattutto stranieri, inglesi e tedeschi, mentre Pietro Giordani afferma che la letteratura non deve rifarsi alla letteratura straniera poiché così facendo l’italianità viene offuscata.

MADAME DE STAEL – SULLA MANIERA E L’UTILITÀ DELLE TRADUZIONI - testo
Nell’ottica della polemica mossa da Madame de Stael vi è un suo articolo pubblicato sul primo numero della “Biblioteca italiana”. Ella invita i letterati italiani a tradurre scritti stranieri, specialmente inglesi e tedeschi, poiché rifacendosi esclusivamente alla mitologia antica, ormai morta o scrivendo poesie del tutto vuote e prive di significato poiché non sono nate da ispirazione sentita, non fanno altro che impoverire la letteratura. Dunque per ridare vita alla cultura italiana, secondo la De Stael, bisogna aprirsi ai modelli stranieri, non per imitarli, ma per conoscere nuovi stili e tematiche.

PIETRO GIORDANI – “UN ITALIANO” RISPONDE AL DISCORSO DELLA DE STAEL
L’articolo della De Stael suscita la risposta di Pietro Giordani, pubblicata sulla stessa “Biblioteca italiana”, in cui egli, da classicista, afferma che il nuovo non coincide semplicemente con il bello, anzi, se noi vedessimo in ogni cosa nuova il bello, perderemmo il senso stesso della bellezza, per esempio, l’arte barocca, che ha proposto tantissime novità, secondo il suo parere è uscita dalla bellezza. Egli crede che una volta raggiunto il culmine della bellezza non resta altro che imitarla, e questo culmine coincide con la letteratura classica antica e bisogna rifarsi a quella per tener viva la letteratura italiana, poiché se si mescolano le <<idee settentrionali>> ossia oltremontane, oltre le Alpi, con la letteratura italiana, si rischia di contaminare il patrimonio culturale italiano.

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