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Il romanticismo

Il romanticismo deriva dal preromanticismo, il quale nasce in Germania dove un gruppo di ragazzi si riunisce dando vita a questo movimento chiamato sturm und dran (tempesta ed impeto). Il romanticismo rivaluta l’interiorità, il soggetto, l’io poetico. Questa corrente si diffonde in tutta Europa. In Italia il romanticismo non viene proprio accolto inizialmente. Questo anche perché la Germania è considerata rozza e arretrata. In Italia c’è il classicismo, che aveva portato in auge la bellezza greca e latina. Si era chiusi nell’atmosfera della bellezza antica nell’arte e nella letteratura. Il romanticismo si oppone sia al classicismo che all’illuminismo. Nel romanticismo l’eroe è visto anche in modo negativo e viene sconfitto.

In Italia inizialmente il romanticismo non viene preso in considerazione. Si inizia a diffondere quando una certa Madame De Stael scrive una lettera sulla biblioteca italiana in cui esorta gli italiani a prendere in considerazione questa nuova corrente letteraria. Inizia la disputa classico-romantica. Pietro Giordani (interlocutore delle lettere di Leopardi) è uno dei massimi esponenti del classicismo. Egli esorta Leopardi a scrivere poesie e gli dice di andare via da Recanati. I classicisti affermano che il modello italiano classicista è insuperabile, il modello più alto della letteratura; non vogliono pertanto influenze, tantomeno dalla Germania.
La letteratura romantica parla del popolo, quindi il linguaggio dei romanzi romantici è più basso, altro motivo per cui i classicisti non accettano di fare un passo indietro.
Parte degli intellettuali accettano comunque la “sfida” di Madame De Stael e si aprono al romanticismo. Questo gruppo si riunisce intorno ad una rivista milanese, chiamata “Il conciliatore”, che ha una vita brevissima in quanto a Milano ci sono gli austriaci e questo è il periodo dei moti rivoluzionari (1820-21). Il gruppo di romantici è rivoluzionario quindi viene soffocato dagli austriaci. Questi sono Manzoni, Berchet, Silvio Pellico ecc.
Proprio per la loro attività sovversiva questi ragazzi vengono perseguitati. Manzoni è più contenuto degli altri ma Pellico è molto convinto e viene imprigionato nel carcere di Spielberg, dove scrive “Le mie prigioni”.
Alessandro Manzoni prende alla lettera la corrente del romanticismo e propone un romanzo storico che è uno dei modi maggiori per scrivere un romanzo, un romanzo verosimile, con una cornice di storia vera, come quella che viene raccontata nei “Promessi sposi”. Manzoni per non trovare problemi colloca la sua storia nel ‘600 ma descrive situazioni della sua epoca. I personaggi sono del popolo e anche la scrittura è rivolta a loro. Altra cosa che deriva dal romanticismo è la provvidenza.
Altro esponente del romanticismo è Giacomo Leopardi, amico di Pietro Giordani, che era a sua volta il massimo esponente del classicismo. Leopardi in realtà non si definisce romantico ma quest’ultima corrente fa ormai parte della mentalità comune.
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