Decadentismo - Contesto letterario


Il Decadentismo è un movimento artistico e letterario che trova la manifestazione più innovativa nella poetica del Simbolismo e si contrappone alla razionalità del positivismo scientifico e del naturalismo; è caratterizzato dall’inabissarsi del poeta nei più segreti recessi del mondo naturale e nelle profondità più nascoste dell’io, guidato dall’intuizione e dal simbolo.

Il termine “decadentismo” è stato coniato polemicamente da chi registrava la condizione di stanchezza e il senso di fallimento che caratterizzano storia, civiltà e cultura di fine Ottocento.

Elementi comuni delle varie poetiche decadenti sono: il rifiuto della ragione e della scienza positivistiche e l’emergere di nuovi orientamenti di pensiero, spiritualistici e irrazionalistici, che vedono il mondo come un grande mistero; la volontà di ribellione e di evasione da una società cinica e utilitaristica, basata esclusivamente sul culto del denaro; il senso di sradicamento individuale, la solitudine e un esasperato soggettivismo; la convinzione che letteratura e arte possano offrire modelli positivi al pubblico e incidere sulla società; la predilezione e l’espressione della raffinatezza estenuata e dell’artificio.

I poeti vengono considerati maledetti e ricorrono ad atteggiamenti estremi sia nella vita personale sia nell’ambito letterario, esprimono il loro disagio nei confronti della realtà e la convinzione della propria superiorità dedicandosi ad esperienze immorali che, secondo loro, potenziano la loro sensibilità.

Compare la figura del dandy, raffinato edonista indifferente al mondo esterno e ossessivamente concentrato su se stesso che è cultore di quella Bellezza che il mondo industriale giudica insignificante.

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