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Il positivismo


Questa corrente letteraria si afferma dopo la metà del secolo. Un’opera fondamentale del 1859 è “L’origine della specie” di Darwin, un’opera che rifiuta la teoria creazionista basata sul racconto biblico.
Ci sarà un divario tra scienza e fede, questo processo comincia con Darwin. Il positivismo ha una maggiore fiducia tra scienza e tecnica. Si susseguono le invenzioni, le scoperte, vengono messi a punto nuovi strumenti, nuove macchine. Nel 1871 la Comune di Parigi porrà fine a quest'euforia e gioia incontrollabili; la Comune di Parigi è la prima forma di governo popolare. Nel 1848 viene pubblicato il manifesto del partito comunista, scritto dai due economisti Marx e Engel. Questi ultimi in qualche modo con le loro affermazioni presuppongono uno sviluppo diverso da quello del mondo occidentale, proponendo una lettura diversa della realtà. Marx e Engel affermano che uno spettro si aggira per l’Europa, il comunismo.
Il positivismo presuppone che non ci saranno conflitti di classe e gli economisti Marx e Engel affermano i seguenti principi:
- L’analisi del rapporto tra le classi e i singoli sono determinate dalle condizioni economiche;
- Nel 1800 la borghesia è una classe rivoluzionaria e combatte contro i privilegi della nobiltà; in futuro saranno i proletari, operai che combatteranno contro i borghesi.
Il primo punto del positivismo, secondo cui non ci saranno conflitti di classe, secondo Marx e Engel non è vero, perché i borghesi diventano ricchi sfruttando gli operai, prevedendo così uno scontro di classe tra borghesia e proletariato.
A livello letterario il positivismo si afferma in maniera diversa da Paese a Paese, infatti:
- In Italia vi è come espressione del positivismo il verismo;
- In Francia invece vi è il naturalismo.

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