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-Il Naturalismo Francese-

Prima di parlare del Naturalismo occorre parlare di cosa sta dietro ad esso, ossia il Positivismo, un movimento culturale che si diffuse nella seconda metà dell’Ottocento, che mostrava i cambiamenti industriali e sociali della borghesia e anche lo sviluppo scientifico e delle tecnologie del periodo.
Il filosofo positivista ha idee conservative; segue il pensiero che l’uomo possa usare le scienze per scoprire nuove cose, dunque la scienza è positiva per le altre branche del sapere.
Il Positivismo si era sviluppato dalle teorie di Auguste Conte, il quale lo definiva come una scienza empirica e affermava la necessità dell’utilizzo in letteratura di un narratore esterno, in terza persona, per raccontare i fatti.
Il Positivismo diede origine ad altre due correnti: il Naturalismo in Francia ed il Verismo in Italia.
Il fondatore da cui trasse i fondamenti teorici il Naturalismo fu Hippolyte Taine, il quale credeva che la letteratura doveva avere il compito di analizzare scientificamente la realtà, nei suoi aspetti ambientali, storici ed ereditari; sono frequenti le analisi delle malattie, mai presenti prima in letteratura (solo Manzoni ne aveva accennato con la peste).

Altri precursori oltre a Taine, furono tre scrittori di romanzi realisti: Honoré de Balzac e Gustave Flaubert.

Balzac scrisse la ‘Commedia Umana’, analizzando la natura umana e le sue patologie, mentre Flaubert scrisse ‘Madame Bovary’, una donna borghese francese, attraverso la quale egli critica la classe borghese, viziata e dedita ai soli piaceri e al materialismo in generale.

Si giunge dunque al Naturalismo Francese.
I primi pre-naturalisti per eccellenza sono i fratelli de Goncourt, i quali scrissero ‘Germinie Lacerteux’, ritenuto dai critici il Manifesto del Naturalismo.

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