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Etica: problema del male e figura di Napoleone


Per Dostoevskij il male si divide in empirico e ontologico. Il male empirico è un male più comune, quello delle passioni e dei vizi e può essere allo stesso modo individuale o sociale appartenente ad un della classe o ad un intero popolo. Importante è sottolineare che quando Dostoevskij parla del male non assume alcun atteggiamento moralistico, ma intende il male come espressione della libertà dell'uomo e del proprio desiderio di realizzazione D’altra parte il male ontologico risiede molto più in profondità nell’individuo e non è spiegabile con motivazioni ontologiche o sociali e, per questo, Dostoevskij dice di non volerlo spiegare, ma comunque prova a fornirne una descrizione: il male ontologico si divide individuale e collettivo e in particolare quello individuale si presenta nella figura del doppio e della posizione demoniaca.
Per chi vive il male ontologico individuale vale l'affermazione: “Dio non esiste per cui tutto è lecito”. Ma questo male non è invincibile: la vita stessa il vuoto e la nausea possono portare alla guarigione.
In campo etico Dostoevskij fa delle riflessioni in merito agli uomini e del motivo per cui si differenziano.

Ritiene che esistano due tipi di uomini: da una parte gli uomini superiori straordinari ovvero i dominatori, che hanno diritto di compiere diritti e violenze contro la legge poichè sono al di sopra della legge morale. Esistono poi gli uomini ordinari o inferiori poichè dominati e devono vivere nell'obbedienza e non hanno diritto di violare la legge. Gli uomini straordinari distruggono il presente il nome di qualcosa di meglio; infrangendo ogni legge sentono quindi padrone dell'avvenire e i loro valori soggettivi sono più importanti dei valori oggettivi. Parlando di questo di questi uomini Dostoevskij fa esplicito riferimento alla figura di Napoleone. Per Nietzsche, invece, Napoleone era una sintesi tra un uomo e un superuomo capace di incarnare l'ideale perfetto di aristocratico e il filosofo contrappone alla alla grandezza in Napoleone l'istinto delle Greggi, nemmeno lontanamente paragonabile.
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