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Concetti Chiave

  • Dostoevskij distingue tra male empirico, legato a passioni e vizi individuali o sociali, e male ontologico, che risiede più profondamente nell'individuo.
  • Il male non è visto in modo moralistico, ma come espressione della libertà umana e del desiderio di realizzazione.
  • Il male ontologico si divide in individuale, rappresentato dalla figura del doppio, e collettivo, con affermazioni come "Dio non esiste per cui tutto è lecito".
  • Dostoevskij identifica due tipi di uomini: gli uomini straordinari, che possono violare la legge per un bene superiore, e gli uomini ordinari, che devono obbedire.
  • La figura di Napoleone è usata per esemplificare l'uomo straordinario, in contrasto con la visione di Nietzsche che lo vede come un ideale aristocratico.

Indice

  1. Il Male secondo Dostoevskij
  2. Riflessioni Etiche di Dostoevskij
  3. Uomini Straordinari e Ordinari

Il Male secondo Dostoevskij

Per Dostoevskij il male si divide in empirico e ontologico. Il male empirico è un male più comune, quello delle passioni e dei vizi e può essere allo stesso modo individuale o sociale appartenente ad un della classe o ad un intero popolo. Importante è sottolineare che quando Dostoevskij parla del male non assume alcun atteggiamento moralistico, ma intende il male come espressione della libertà dell'uomo e del proprio desiderio di realizzazione D’altra parte il male ontologico risiede molto più in profondità nell’individuo e non è spiegabile con motivazioni ontologiche o sociali e, per questo, Dostoevskij dice di non volerlo spiegare, ma comunque prova a fornirne una descrizione: il male ontologico si divide individuale e collettivo e in particolare quello individuale si presenta nella figura del doppio e della posizione demoniaca. Per chi vive il male ontologico individuale vale l'affermazione: “Dio non esiste per cui tutto è lecito”. Ma questo male non è invincibile: la vita stessa il vuoto e la nausea possono portare alla guarigione.

Riflessioni Etiche di Dostoevskij

In campo etico Dostoevskij fa delle riflessioni in merito agli uomini e del motivo per cui si differenziano.

Uomini Straordinari e Ordinari

Ritiene che esistano due tipi di uomini: da una parte gli uomini superiori straordinari ovvero i dominatori, che hanno diritto di compiere diritti e violenze contro la legge poichè sono al di sopra della legge morale. Esistono poi gli uomini ordinari o inferiori poichè dominati e devono vivere nell'obbedienza e non hanno diritto di violare la legge. Gli uomini straordinari distruggono il presente il nome di qualcosa di meglio; infrangendo ogni legge sentono quindi padrone dell'avvenire e i loro valori soggettivi sono più importanti dei valori oggettivi. Parlando di questo di questi uomini Dostoevskij fa esplicito riferimento alla figura di Napoleone. Per Nietzsche, invece, Napoleone era una sintesi tra un uomo e un superuomo capace di incarnare l'ideale perfetto di aristocratico e il filosofo contrappone alla alla grandezza in Napoleone l'istinto delle Greggi, nemmeno lontanamente paragonabile.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la distinzione tra male empirico e male ontologico secondo Dostoevskij?
  2. Dostoevskij distingue il male empirico, legato a passioni e vizi, da quello ontologico, che risiede più profondamente nell'individuo e non è spiegabile con motivazioni sociali. Il male empirico può essere individuale o sociale, mentre il male ontologico si divide in individuale e collettivo, con il primo che si manifesta nella figura del doppio e della posizione demoniaca.

  3. Come si differenziano gli uomini straordinari da quelli ordinari nella visione etica di Dostoevskij?
  4. Dostoevskij identifica due tipi di uomini: gli uomini straordinari, che possono infrangere la legge morale per realizzare un ideale superiore, e gli uomini ordinari, che devono obbedire e non hanno diritto di violare la legge. Gli uomini straordinari, come Napoleone, si sentono padroni del futuro e i loro valori soggettivi prevalgono su quelli oggettivi.

  5. Qual è il significato della frase "Dio non esiste per cui tutto è lecito" nel contesto del male ontologico?
  6. Questa affermazione riflette la condizione di chi vive il male ontologico individuale, suggerendo che in assenza di Dio, non ci sono limiti morali. Tuttavia, Dostoevskij sottolinea che questo male non è invincibile e che esperienze come il vuoto e la nausea possono portare a una forma di guarigione.

Domande e risposte

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