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-I Fiori del Male-

I Fiori del Male sono una raccolta poetica di Baudelaire.
La prima versione dell’opera, che conteneva 100 poesie, suscitò grande scandalo, tant’è che il tribunale ne ordinò il sequestro poiché troppo esplicita in alcuni suoi passi.
Dopo la condanna, Baudelaire ne realizzò una seconda versione suddivisa in sei sezioni: Spleen e ideale, I fiori del male, La rivolta, Il vino, La morte.
Questa raccolta poetica ha una precisa organizzazione: nella prima parte il poeta, per fuggire dallo spleen, ossia da uno stato di depressione e noia, di disgusto per il mondo e per la vita borghese, si protende verso la bellezza e la purezza, ma ciò risulta vano e quindi ripiomba nuovamente in basso.
Nella seconda sezione, il poeta entra a far parte della vita squallida della città industriale.
Nelle sezioni successive, invece, il poeta cerca delle vie di evasione dalla sua condizione: la fuga verso l’esotico, i paradisi creati con l’alcol e l’oppio, il vizio e la sregolatezza.

Sono tutti però tentativi vani, allora, infine, il poeta si appella a Satana.
Però risulta inutile anche questo, allora il poeta si rivolge alla morte, vista come la possibilità di poter esplorare l’ignoto.

La poesia baudelairiana ha un carattere molto provocatorio, ad esempio la figura del fiore era sempre stato simbolo di bellezza e gentilezza, mentre ora sono il male, il vizio, la correzione, immagine quindi di una condizione degradata e disperata.
In tutta l’opera si nota l’atteggiamento conflittuale del poeta nei confronti del contesto sociale in cui vive, e allo stesso tempo denuncia la degradazione portata dalla vita moderna nelle città industrializzate, in cui si sono persi i valori del passato.

La degradazione porta infelicità e noia, che nasce dalla consapevolezza che la realtà moderna ha ridotto gli uomini a cose e ha svuotato la vita del suo senso.
La noia è peggio dell’infelicità, può ridurre il mondo alla catastrofe.
Egli dice che non esistono più evasioni valide dalla noia.

Sul piano tematico, nei Fiori del Male vi sono tematiche tragiche, come la disperazione, l’orrore, espressi attraverso immagini e termini non di carattere poetico.
Caratteristico dei Fiori del Mate è l’uso continuo di immagini metaforiche.

In Francia si era diffusa la figura del Bohemien (dalla Boemia, luogo abitato da zingari), un artista anti-borghese, che ha in comune col Dandy inglese la sua stravaganza e la libertà d’azione, invece risulta essere isolato nella società e non appartiene al mondo aristocratico/borghese, ma alla classe proletaria.

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