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Differenza tra naturalisti e veristi


Il naturalismo e il verismo si differenziarono per diversi aspetti. Innanzitutto, il verismo, il cui teorizzatole fu Luigi Capuana, si sviluppò principalmente nel meridione della penisola (dove la popolazione viveva nelle condizioni peggiori) ed era volto a ritrarre con nostalgia le provincie italiane; il naturalismo, al contrario, era rivolto alla descrizione delle grandi metropoli.
Naturalisti e veristi, inoltre, si ponevano in maniera differente nei confronti della realtà: l’atteggiamento dei naturalisti era attivo e provocatorio, volto a denunciare le ingiustizie e i soprusi, mentre i veristi erano meno attivi e non credevano nella possibilità di sviluppo e di miglioramento della società.
Questo atteggiamento differente era dovuto alla diversa estrazione sociale dei narratori veristi e di quelli naturalisti: mentre i naturalisti francesi avevano in comune con i personaggi che rappresentavano nelle proprie opere la lingua e le condizioni sociali e, dunque, si calavano in ciò che narravano; i veristi, al contrario, scrivevano in maniera più distaccata perché non facevano parte della classe sociale che descrivevano.
Inoltre, i naturalisti francesi operavano in una società solidale, mentre i veristi agivano in un ambiente culturale e sociale passivo e caratterizzato dalla rassegnazione.
La differenza del modo di porsi nei confronti della realtà tra i naturalisti e i veristi trova un esempio emblematico in due episodi: l’affare Dreyfus, avvenuto in Francia, e la sparatoria portata a termine dal generale Bava Beccaris, perpetrata in Italia. L’affare Dreyfus vide il coinvolgimento di un affarista ebreo, accusato ingiustamente di essere una spia. In questa occasione, il naturalista Zola scrisse una lettera, j’accuse, pubblicata nella rivista “Aurore”, con la quale denunciava l’ingiustizia perpetrata dallo Stato. La sparatoria condotta dal generale Beccaris ebbe luogo nel 1898 e scaturì dalla grave crisi economica che aveva colpito le classi meno abbienti in seguito alla sconfitta di Adua. In Italia, gli ultimi anni del XIX secolo furono caratterizzati da numerosi disordini e violente rivolte, messe in atto dalla popolazione, oppressa dalla crisi economica. Per porre fine alle ribellioni, vennero autorizzate cruente repressioni, a causa delle quali morirono centinaia di persone. Il più violento di questi attacchi fu quello organizzato dal generale Bava Beccaris, il quale sparò sulla folla ponendo fine alla vita di moltissimi civili. Beccaris, responsabile dei metodi applicati per sedare i tumulti, fu decorato dal re, che lo ringraziò per i sevizi resi in quei giorni di sangue. In quell’occasione, il verista Giovanni Verga, assumendo un atteggiamento completamente diverso da quello di Zola, encomiò il gesto del generale e il riconoscimento che egli ottenne.
Dunque, mentre Zola era molto più attivo e partecipe nella vita sociale ed era calato nei reali problemi delle masse, Verga era subordinato e passivo alle regole e ai principi dello Stato.
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