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Charles Baudelaire e “I fiori del male”: trattazione sintetica e principali peculiarità della raccolta di poesie
“Les Fleurs du mal” o “I fiori del male” è una raccolta di poesie che comprende cento poesie, le quali sono suddivise in cinque sezioni: Spleen et ideal, Les Fleurs du mal, Révolte, Le vin e La mort.
Il titolo permette di comprendere a pieno l’obiettivo dell’opera, infatti con “I fiori del male” l’autore si avvale della poesia per estrarre ed estrapolare la bellezza dal male.
Dal punto di vista formale, si può constatare che la poesia baudelairiana inaugura due filoni fondamentali della poesia moderna:
- da un lato cerca le “corrispondenze”, ovvero la rete di legami misteriosi che, al di là delle apparenze, uniscono tutte le realtà in una unità occulta.
- dall’altro lato, invece, Baudelaire adopera “L’allegoria”, ma non nel senso dantesco, bensì in senso moderno, quindi, un’allegoria che non rimanda più a un codice interpretativo ma è di decodificazione incerta e non approda più a risposte definitive.
Nell’opera “I fiore del male” è peculiare inoltre l’utilizzo continuo di immagini metaforiche, ardite, inusuali e al limite della stravaganza, le quali mirano a produrre uno shock nel lettore: in “Spleen”, ad esempio, la speranza è paragonata a un “pipistrello prigioniero di un’umida cella, che sbatte le ali su soffitti fracidi”.
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