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Charles Baudelaire

Charles Pierre Baudelaire nasce a Parigi il 9 aprile del 1821. All’età di 6 anni perde il padre e la madre si risposa con un autoritario generale con il quale Baudelaire ha un rapporto conflittuale. Gran parte dell'infelicità e del disagio di Baudelaire derivano proprio dal difficile rapporto con la famiglia.
Nel 1833 entra nel Collège Royal per volontà del patrigno, e qualche tempo dopo fa un viaggio in India. Da questo viaggio nasce il suo amore per l'esotismo, riapparso quindici anni dopo nell'opera “Fleurs du mal”. Dopo appena dieci mesi interrompe il viaggio per fare ritorno a Parigi, dove, oramai maggiorenne, entra in possesso dell'eredità paterna, che gli permette di vivere per qualche tempo in grande libertà. Inizia dunque a vivere in modo eccentrico, facendo uso di alcol e droghe. Frequenta gli scrittori più importanti del tempo, tra i quali Honoré de Balzac e Victor Hugo.
Nel 1842 si avvicina a Gautier prendendolo a modello sia nell' ambito spirituale che in quello artistico. Sul fronte degli amori femminili, invece, dopo aver conosciuto la mulatta Jeanne Duval, si scatena con lei un'intensa e appassionata relazione.
Il 1845 segna il suo esordio come poeta, con la pubblicazione di "A una signora creola", mentre, per vivere, è costretto a collaborare a riviste e giornali con articoli e saggi che furono poi raccolti in due libri, "L'Arte romantica" e "Curiosità estetiche". L’autore scopre poi l’opera dello scrittore americano Edgar Allan Poe dopo il 1846, e fino al 1855 è impegnato a tradurne i Racconti.
Il 25 giugno 1857 viene pubblicata la sua più famosa opera, I fiori del male, che suscita immediato scandalo e polemiche e per la quale Baudelaire è accusato di oscenità. Seguono una raccolta di saggi, I paradisi artificiali, sugli effetti di alcune droghe, e i Poemetti in prosa.
Nel 1860 Baudelaire progetta di scrivere un libro di confessioni, Il mio cuore messo a nudo, che, per quanto rimasto allo stato di frammento (1887), rivela la complessità dell’anima del poeta, l’abisso di sofferenza in cui precipita, l’angoscia di morte che pesa su di lui dalla scoperta della malattia che poi lo ucciderà.
Baudelaire tenta il suicidio nel 1861. Nel 1864, dopo un fallito tentativo di farsi ammettere all'Acadèmie francaise, lascia Parigi e si reca a Bruxelles, ma il soggiorno nella città belga non cambia la sua difficoltà di rapporti con la società borghese. Nel 1866, colpito da una paralisi, cerca nell'hashish, nell'oppio e nell'alcol il sollievo alla malattia. Muore il 31 agosto del 1867.

I fiori del male


I fiori del male, nella sua prima edizione, pubblicata nel 1857, comprendeva cento poesie divise in cinque sezioni. Il libro suscitò scandalo a causa dei contenuti di alcune liriche, come l’alcool e la corruzione; Baudelaire subì un processo e il tribunale ordinò la sospensione di sei poesie e condannò il poeta.
Dopo la sentenza, Baudelaire apprestò una nuova edizione de I fiori del male, nella quale le sei liriche condannate vennero sostituite da altre 35, suddividendo tutto il materiale diversamente e aggiungendo una nuova sezione.
Le poesie non sono ordinate secondo criteri cronologici, ma costituiscono una sorta di percorso esistenziale del poeta che passa dalla consapevolezza della diversità rispetto al mondo esterno; al desiderio di fuga nell’alcol, nei paradisi della droga, negli amori distruttivi. Il poeta arriva alla ribellione contro Dio e al rifiuto totale del mondo con la morte.
Le parole non hanno più il significato che viene loro generalmente attribuito, ma vengono caricate di un significato più profondo, nascosto, allusivo e fonico, diventando simboli e portali che conducono a un’altra realtà. Per esempio, in Corrispondenze, Baudelaire crea dei legami tra il reale e la poesia. La Natura viene vista da Baudelaire come una serie di simboli che celano significati nascosti. È il poeta colui che riesce a comprendere questi simboli che si nascondono dietro alla realtà e li rivela agli altri uomini
Dunque, Baudelaire non ricorre al linguaggio tradizionale, di carattere descrittivo, ma utilizza simboli e analogie, ispirando Decadentismo e Simbolismo, movimenti artistici che cercano di andare oltre gli aspetti oggettivi del reale, per ricercare nuovi percorsi, associazioni, emozioni in grado di svelare gli aspetti più profondi e misteriosi dell’esistenza umana, che la ragione non sa cogliere ed esprimere.
Baudelaire si propone di «estrarre la bellezza dal Male». Porta alle estreme conseguenze, nella vita come nella poesia, il conflitto tra l'artista e la società. Scegliendo di «estrarre la bellezza dal Male», trasforma la poesia nella negazione più violenta dei valori e degli ideali correnti.
Nasce con Baudelaire la figura del poeta maledetto, che si oppone alla società borghese. L’impossibilità di raggiungere la perfezione, da cui si sente fortemente attratto e respinto insieme, porta il poeta a perseguire il gusto del peccato, della decadenza e del male. Da qui il titolo della raccolta I fiori del male: il fiore è simbolo della perfezione e dell’inutilità dell’arte. L’arte nasce dalla sofferenza e dal male della vita, come il fiore nasce dalla terra putrida per sbocciare poi verso il cielo; l’arte, come il fiore, vale solo per la sua assoluta bellezza e non ha un’utilità pratica. Ne consegue una poesia pura, libera da una rappresentazione oggettiva della realtà.
Il titolo stesso del capolavoro è un ossimoro a livello di significato: i fiori rappresentano la bellezza che solo l’arte può creare, mentre il “male” è il simbolo della corruzione e del degrado della società in cui Baudelaire viveva.
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