Voto ai fuori sede: emendamento bocciato

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

bocciato alla Camera l'emendamento sull'Early vote

Ieri avevamo parlato della petizione lanciata dai giovani di “Io voto fuori sede” e della possibilità che al Parlamento venisse approvato l’emendamento sull’Early vote. Ebbene, a 24 ore dalla notizia, questa possibilità sembra essere, almeno momentaneamente, sfumata. All’interno della discussione relativa alla nuova legge elettorale, non è passato l’emendamento proposto dagli studenti fuori sede e di cui Pierpaolo Vargiu, deputato di Scelta Civica, si è fatto portavoce all’interno della Camera.

BOCCIATO L’EARLY VOTE

- La proposta consisteva nel facilitare a tutti gli studenti e lavoratori fuori sede la facoltà di esprimere il voto, evitandogli interminabili viaggi della speranza attraverso il voto anticipato presso la Prefettura della Provincia indicata e quindi non necessariamente presso il Comune di residenza. Ai giovani in Erasmus sarebbe stata estesa la normativa riguardante tutti gli italiani residenti all’estero, con la spedizione del voto. Ebbene questo progetto, pur basato su una petizione che ha raccolto oltre 13mila firme, è apparso inapplicabile a causa di problemi tecnici.

IO VOTO FUORI SEDE NON SI ARRENDE

- Ma i giovani di “Io voto fuori sede” non sembrano volersi arrendere di fronte a questa battuta d’arresto. La motivazione dei problemi tecnici e del poco tempo a disposizione per esaminare la loro proposta, è infatti apparsa ai loro occhi una scusa inaccettabile, soprattutto in considerazione del fatto che la loro “missione” è nata nel 2011. Una questione, insomma, quella del voto per i fuori sede non proprio dell’ultima ora. “Il Governo deve dare una data entro cui farà ciò che si è impegnato a fare con un ordine del giorno vincolante. Da domani ci mobiliteremo perché al Senato venga introdotto, con il contributo del Governo, un testo che superi i problemi tecnici che non esistono. Domani il dettaglio di chi ha votato contro e a favore”: questa la dichiarazione su Facebook del comitato “Io voto fuori sede”.

GIOVANI COALIZZATI

- Ma nel frattempo anche Link - Coordinamento universitario fa sapere di non aver affatto accettato la decisione della Camera: “Annunciamo perciò fin da ora iniziative di pressione e mobilitazione nell'arco delle prossime settimane per dire che questa è una questione di civiltà che non può essere in nessun modo ignorata”. Un buon segnale, tuttavia, è arrivato direttamente dal neo ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, che dalle sue aperture al tema presentato sembra aver intuito la portata della questione, in prospettiva di una potenziale risoluzione nella discussione al Senato della stessa legge elettorale.

E tu sei d'accordo con la proposta di "Io voto fuori sede"?

Margherita Paolini

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