Voto fuori sede: studenti per diritto al voto

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

"Io voto fuori sede": l'iniziativa dei giovani per difendere il diritto al voto

I giovani del nostro Paese combattono l’ennesima battaglia per salvaguardare uno dei tanti diritti finora loro negato: quello al voto. Da un’idea di alcuni studenti fuori sede è nata anni fa una petizione che ha per obiettivo quello di garantire proprio a tutti coloro che studiano lontano da casa, la possibilità di esprimere le proprie preferenze politiche, adempiendo così al proprio dovere civico. E in questi giorni all’interno dell’Italicum, la nuova legge elettorale, potrebbe essere approvato un emendamento che sblocchi la situazione dei fuori sede.

I FUORI SEDE E IL VOTO

- Finora il binomio studenti fuori sede - voto non ha funzionato granché. Questo a causa del fatto che votare per migliaia di ragazzi si traduce in viaggi della speranza sul mezzo di trasporto più economico a disposizione. Tornare a casa, esercitando di fatto questo importante diritto a cui nessuno dovrebbe rinunciare, significa per tutti coloro che si sono trasferiti per studiare a centinaia di chilometri dal proprio paese natale o anche per i giovani che nel periodo delle elezioni stanno svolgendo l’Erasmus oltre confine, accollarsi un sacco colmo di sacrifici. Perché a parte il costo del viaggio, bisogna mettere in conto gli impegni e il tempo a disposizione. Per questo sono davvero pochi i “coraggiosi” che partono per un paio di giorni armati di fiducia e dando ascolto più alla coscienza civica che a quella da studente (come se le due cose fossero separate).

IO VOTO FUORI SEDE

- L’unica agevolazione concessa dall’alto ai giovani migranti è quella di ottenere un rimborso economico sulla tariffa intera del biglietto del treno: uno sconticino che, tuttavia, si mantiene ben lontano, per chi dovesse affrontare una tratta alquanto estesa (pensiamo soprattutto agli studenti del sud e delle isole che studiano al nord, per non parlare di quelli che stanno svolgendo l’Erasmus), da una tariffa economica e accettabile con questi chiari di luna. In considerazione della situazione degli universitari fuori sede che vorrebbero esercitare il proprio diritto al voto, è nata un’iniziativa dal nome “Io voto fuori sede”. La petizione dei giovani che hanno dato vita a questo importante tema di discussione, è stata firmata da migliaia di studenti e ha ottenuto importanti riscontri all’interno di un dialogo aperto da anni con Senato e Camera.

LA SOLUZIONE PROPOSTA

- Guardando anche agli altri Paesi, i giovani che hanno lanciato questa petizione, in collaborazione con alcuni politici delle due Camere, hanno proposto varie soluzioni a tale fondamentale problema. Dal voto delegato alla possibilità di votare 20 giorni prima della data del voto presso la Prefettura della provincia in cui si intende votare, e quindi non necessariamente nel Comune di residenza.

IN ATTESA DELL’ITALICUM

- Ora si attende un passo in avanti a favore dei numerosissimi studenti fuori sede da parte del Governo. Anche Roberto Campailla, portavoce Nazionale di Link-Coordinamento Universitario, si è unito a questa battaglia, affermando: “In Italia sono 286.353 gli studenti attualmente iscritti in Università di regioni diverse dalla loro, che corrisponde al 19,28% dell'intero corpo studentesco, di cui la maggioranza sono studenti provenienti dalle regioni del sud dove l'affluenza non casualmente risulta più bassa nonostante la maggiore fidelizzazione del voto. Inoltre sono circa 25.000 gli studenti italiani che trascorrono alcuni mesi all'estero nell'ambito del progetto Erasmus, e risulta ancora più difficile calcolare quante sono quelle persone costrette a spostarsi da casa per lavorare”. Stando allo stato attuale delle cose, è più di uno studente su 5 a rischiare, in occasione di ogni tornata elettorale, di rinunciare al proprio diritto. Un fatto gravissimo che dovrebbe scuotere la coscienza civica dell’intero Paese. La speranza perciò è che possa a breve essere approvato l’emendamento sull’Early vote e che dalle imminenti europee diventino più numerosi i giovani che riescono a votare, anche lontani da casa.

E tu torneresti a casa, da studente fuori sede, solo per votare? Conosci la petizione di “Io voto fuori sede”?

Margherita Paolini

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