Paura dell' esame? I trucchi per affrontare e superare il blocco

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone
ecco in che modo studiare troppo per un esame può bloccare un'intera sessione

A chi non è mai successo di perdere settimane sui libri chiudendosi in casa, immersi nella massima concentrazione, in un crescendo di ansia, stress e decadimento fisico, per poi arrivare alla mattina dell’esame pensando di sapere tutto eccetto le nozioni che servono? In preda al panico, voi studenti in crisi vi scatenate verso il ripasso disperato dell’ultim’ora, ma ogni pagina sfogliata sembra confermarvi sempre di più la vostra impreparazione. Immaginate già il professore guardarvi in cagnesco con la ferrea intenzione di umiliarvi. Il vostro coinquilino, invece, che la sera prima è uscito a farsi una birra, è apparentemente tranquillo e senza grosse ansie, eppure, quando avete ripassato insieme non vi era sembrato all’altezza della vostra sapienza. Ora però, al momento decisivo, lui risponde all’appello mentre voi, tristi e vinti dalle vostre debolezze, rinunciate. Quando il vostro amico torna con un 30 sul libretto, vi rendete conto di aver sbagliato le vostre valutazioni e decidete di risolvere questa situazione che vi potrebbe portare dritti, dritti al fuori corso: niente paura, vi basterà prendere la vostra vita universitaria con più positività.

Esami, che stress!

Per un periodo l'esame diventa la ragione della vostra vita: siete in pieno ritiro dalla vita sociale, tipico di molti studenti in crisi. Lo stress che accumulate in questo momento è grande, soprattutto se avete l’impressione di non avere sotto controllo la materia trattata. Piangere e sbattere la testolina al muro, ma soprattutto perdere tempo su pagine incomprensibili o irrimediabilmente lunghe, cercando di arrivare oltre le vostre possibilità, non vi servirà a molto, anzi: accrescerà l’eventualità di scene mute e fughe pre-appello. Riconoscete in tempo di avere bisogno di un aiuto: basterà a quel punto cercare, anche con un po’ di faccia tosta, un vostro compagno di studi che vi spieghi i punti oscuri. Non lo trovate? E’ il momento di accrescere il livello di faccia tosta e di provare con il prof in persona, anche se spesso è proprio lui il mostro finale, il vero responsabile della paresi da esame.

I professori mangiano gli studenti?

Infatti, un problema tipico dello studente in preda alla paresi, è proprio il confronto con il professore. Per questo preferisce la modalità scritta dell’esame a quella orale, o non vuole andare al suo ricevimento: in realtà evita di incontrarlo da vicino. Questa paura ancestrale non è legata necessariamente alla preparazione sulla materia, ma è una sorta di sensazione di inferiorità rispetto a chi ha la facoltà di esprimere un inesorabile giudizio sulla propria persona. Errato! Il professore non ha alcuna voglia di prendervi sul personale, e se qualche volta lo fa è perché forse ha perso di vista il suo ruolo, ma questo è un suo problema. Voi trattatelo da professore, ovvero da professionista che valuterà esclusivamente ciò che direte, non ciò che siete. E se sbagliate qualche domanda, perderete forse qualche punto sulla valutazione finale (che magari non vi toglierà una buona promozione), non certo il vostro onore.

Don't worry, be happy

Spesso il problema, poi, proviene proprio da voi. La paura della brutta figura, o le eccessive pretese, condizionano la vostra vita universitaria irrimediabilmente. Ripensate invece alle ore passate a studiare e fidatevi di voi stessi, pur accettando la possibilità di sbagliare. Basta questo per arrivare ad un buon risultato: così facendo, infatti, non perderete ogni sessione dietro un unico ansiogeno esame preparato in maniera ossessivo - compulsiva (da cui fuggirete comunque), ma avrete buoni risultati sostenendone di più con più tranquillità, velocizzandovi. La paresi è la paura di non essere all'altezza, che non potete permettervi se volete laurearvi e che non c'entra nulla con la vostra preparazione o intelligenza. E' ora di svegliarsi e di pensare positivo, invece: tentare è un rischio, ma porta anche tanti successi non sperati.


Carla Ardizzone

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