Rifiutare il voto dell'esame universitario: il prof non potrà opporsi

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

A Bologna si potrà rifiutare il voto all'esame, anche se il giudizio espresso dal professore è positivo, ma, secondo lo studente, non è soddisfacente. Questo non diventa più una misura a discrezione del docente, ma è una norma prevista dal regolamento d'Ateneo dell'Alma Mater. Il Senato accademico ha approvato mercoledì la modifica, dopo il suggerimento del Garante degli studenti del marzo 2017.

Dunque, anche se il professore non è d’accordo con il rifiuto, lo studente può dire no al voto. Prima di tale modifica, gli studenti dell'università bolognese dovevano rispettare l’articolo 16 del regolamento: "La valutazione negativa non comporta l’attribuzione di un voto", che viene annotata sul verbale ma non influisce sulla media, e che "non possono essere ripetuti gli esami o valutazioni finali di profitto già verbalizzati con esito positivo".

Insomma, se lo studente capisce di non essere pronto, si può ritirare dall’esame, ma se decide di arrivare fino in fondo e il prof gli dà un voto non gradito, l’articolo 16 definisce la questione. E allora ecco che, all’Alma Mater, ci sono docenti che si oppongono al rifiuto del voto e altri che addirittura fanno saltare l'appello successivo. Adesso è intervenuto l'Ateneo con una modifica al regolamento.

Posso rifiutare un voto all'esame universitario?

Hanno diritto gli studenti universitari a rifiutare il voto di un esame assegnatogli da un docente? Accettare o rifiutare un voto ad un esame è un diritto di ciascuno studente che, a seconda di motivazioni prettamente personali, può decidere o meno se formalizzare quella valutazione. In teoria, dunque, sì, ma molti docenti non accettano questa decisione dello studente.

Vale la pena ricordare che fino a quando non verrà rimosso il valore legale del titolo di studio, le valutazioni conseguite hanno particolare importanza: in alcune Facoltà, come Medicina, perché vanno a costituire il titolo più importante per accedere alle scuole di specializzazione; ma anche in assoluto, visto che l’accesso a determinati concorsi pubblici prevedono delle “soglie minime” di accesso. Non solo: il voto è importante anche in vista dell’iscrizione alle scuole di specializzazione, di eventuali richieste di borse di studio e via dicendo; pure la selezione delle aziende private comporta quasi sempre un attento esame, da parte dei responsabili delle risorse umane, dei voti conseguiti.

Si può rifiutare il voto, ma non si possono ripetere esami già verbalizzati, così come ribadito dal Cun, nel 2015: “L’esame è un atto pubblico, avente valore legale verbalizzato dalla Commissione, esso non può essere ripetuto se non a seguito del suo annullamento secondo le modalità e nei casi previsti dalla norma”.

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13 dicembre 2018 ore 14:30

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