Italiani in fuga, indietro non si torna

Cristina Montini
Di Cristina Montini

Cercare lavoro all'estero, italiani in fuga dall'Italia, cervelli in fuga che non pensano di tornare indietro. Nel nostro Paese manca meritocrazia e rispetto delle regole e dei contratti di lavoro

Italiani in fuga dall’Italia, è questa l’impietosa conseguenza della disoccupazione, della crisi economica e della mancanza di meritocrazia nel nostro Paese. Ricerche, sondaggi e testimonianze parlano chiaro: all’estero ci sono delle opportunità e chi parte non torna più indietro.

ITALIANI IN FUGA - Uno speciale pubblicato sul quotidiano La Stampa descrive quanto sia ampio il fenomeno dei cervelli in fuga e racconta come vivono il cambiamento gli italiani che ora abitano e lavorano in un altro Paese. L’Associazione di promozione di talenti italiani nel mondo, Italents, stima che siano due milioni i giovani sotto i 40 anni che cercano condizioni lavorative migliori all’estero. Secondo l’ultimo Rapporto Italiani nel Mondo 2012 della Fontazione Migrantes, invece, l’Anagrafe dei residenti all’estero registra oltre quattro milioni di concittadini che hanno lasciato il Paese.

SI CERCA MERITOCRAZIA E RISPETTO - Gli Stati dove è presente un maggior numero di italiani sono la Germania, la Svizzera, la Francia e il Regno Unito, ma anche oltreoceano i numeri sono consistenti, in particolare in Argentina, Brasile e Australia. Ma cosa avranno di così tanto speciale questi Paesi che l’Italia non ha? Meritocrazia e rispetto delle regole.

TORNARE? NON CI PENSO PROPRIO - Tra i servizi realizzati dalla Stampa, infatti, Mariolina Eliantonio, 34 anni di Pescara, ricercatrice presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Maastricht, dichiara: “In Italia la carriera universitaria è impossibile, tutti sanno che le selezioni per i dottorati non sono trasparenti. E non parliamo dell’avvocatura, per anni non vedi un soldo”. E Giuseppe Messuti, di 37 anni e insegnante di lingua italiana ad Aachen, afferma: “La cosa che più mi spaventa dell’Italia è la non serietà dei contratti”. E chi vive e lavora in Germania, come il medico 33enne ferrarese Francesco de Leonardis, sa bene che in Italia non potrebbe godere dello desso standard di vita.

QUALE FUTURO IN ITALIA? - E se l’Italia non offre prospettive allettanti ai giovani, ma solo precariato ed un’eccessiva flessibilità, come si può pretendere che i migliori che sono volati all’estero poi ritornino per tentare di costruire un’Italia migliore?

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Anche tu sei convinto che all’estero ci siano più meritocrazia e rispetto delle regole?

Cristina Montini

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