Incidenti stradali: necessario parlare di sicurezza nelle scuole

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Di Redazione
sicurezza stradale a scuola

La piaga degli incidenti è una tragedia quotidiana. Per questo, dopo il caso di Roma e dopo la strage in Alto Adige, "Italia Loves Sicurezza", movimento apolitico e apartitico composto da professionisti e consulenti nei vari ambiti della sicurezza, ha chiesto alle scuole superiori di tutta Italia di dedicare la prima ora di lezione dopo le vacanze natalizie al tema della sicurezza stradale per sensibilizzare le nuove generazioni.




Incidenti stradali, importante parlarne a scuola

Per i promotori dell'associazione no-profit, l'impatto provocato da tragedie come quella di Gaia e Camilla e della strage della Valle Aurina, merita un momento di rielaborazione, approfondimento e confronto con gli studenti delle superiori: "Le statistiche contano almeno 9 morti sulle strade ogni giorno - spiega Davide Scotti, segretario generale di Fondazione LHS dalla cui esperienza è nato il Movimento "Italia Loves Sicurezza" - e noi siamo convinti che la battaglia contro gli incidenti si combatta attraverso un profondo cambiamento culturale, oltre che ovviamente con leggi e controlli. La scuola è il luogo deputato a creare conoscenza: per questo chiediamo ai direttori didattici e agli insegnanti italiani di contribuire alla creazione di una cultura incentrata sulla prevenzione e sulla consapevolezza che amare la vita significa vivere in sicurezza e che ognuno di noi per primo deve essere responsabile nei confronti di se stesso e del prossimo".

Dedicare un'ora di lezione alla sicurezza stradale

La proposta è semplice: dedicare la prima ora di lezione di martedì 7 gennaio, giorno di ripresa delle attività scolastiche o in una delle giornate successive, ad affrontare in classe il tema dei comportamenti sulla strada dal punto di vista di pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti coinvolgendo gli studenti. "Dopo la tragedia delle due studentesse romane e l'ultima strage in Alto Adige - continua Davide Scotti - possiamo rientrare nelle aule della nostra scuola e riprendere l’anno scolastico indifferenti a questa tragedia e a ciò che l’ha provocata? La risposta è no. Spesso episodi come questo ci sconvolgono ma poi ce ne dimentichiamo in fretta: ci arrabbiamo ma quando troviamo il colpevole torniamo a fare le nostre vite, sperando che non accada a noi, ai nostri figli, ai nostri parenti e amici. Ma senza un radicale cambio di rotta, gli incidenti stradali non finiranno mai"
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