Incidenti stradali, distrazione tra le cause principali: ecco perché serve una corretta educazione

Paolo.Ferrara
Di Paolo.Ferrara
incidenti stradali

La riduzione media annua del numero di vittime della strada in Italia è inferiore a quanto stimato per l’obiettivo europeo di dimezzare il numero di morti in incidenti stradali entro il 2020. Secondo i dati riportati sull’ultimo Rapporto ACI-ISTAT sugli incidenti stradali 2018 , inoltre, vi è un aumento delle vittime delle categorie vulnerabili, in particolare tra i pedoni.
Sempre forte è quindi l’esigenza di creare progetti nazionali per l’educazione stradale nelle scuole per aumentare il coinvolgimento degli studenti e dei docenti. Edustrada, progetto nazionale per l’Educazione stradale nelle scuole del Ministero dell'Istruzione. Ecco una panoramica con tutti i dati forniti dall’istituto di statica.

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Incidenti stradali: i dati allarmanti

Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia, durante l’evento “Workshop Sicurezza stradale: azioni ed iniziative di educazioni stradale per i più giovani” tenutosi presso la sede ACI di Roma il 6 febbraio 2020, ha dichiarato: "La sicurezza deve tornare ad essere una priorità, sono necessari, da subito, corsi di aggiornamento o di guida sicura riservati ai conducenti, in quanto, se da una parte l’età delle vittime è aumentata, dall’altra i giovani si confermano la categoria più a rischio".

Secondo i dati rilasciati dall’ente, l’obiettivo “vision zero” del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2020 non è stato ancora raggiunto sebbene nel 2018 ci siano state 9 vittime in meno tra i bambini di età tra i 0 e i 14 anni. Ad essere più a rischio sono i giovani e gli anziani, ecco le fasce d’età: giovani tra 14 e 24 anni(413 morti: 12,4% del totale; 70,2 decessi per un milione di residenti) ed anziani tra 70 e 74 anni (222 morti: 6,7% del totale; 78,4 decessi per un milione di residenti) sono le fasce d’età più a rischio.
Tra le vittime aumentano anche pedoni e ciclomotoristi, rispettivamente del 17,4% con 108 vittime e dell’1,5% con 609. I decessi, invece, rappresentano circa il 50% (1621 casi su 3325). Anche il posto in cui si verificano più frequentemente incidenti varia: diminuiscono in città e sulle strade extraurbane ed aumentano sulle strade, del 10,5% comprendendo anche i 42 morti di Genova dopo il crollo sul Ponte Morandi.


Le cause degli incidenti: distrazione, velocità elevata e noncuranza delle regole

Tra le prime cause di incidente c’è sicuramente distrazione, mancato rispetto della precedenza o del semaforo, velocità elevato. A confermarlo sono i dati del 2018: distanza di sicurezza (9,2% con 20.443 vittime), manovra irregolare (6,9% con. 15.193 vittime), comportamento scorretto verso il pedone (3,3% con 7.243 vittime) o del pedone (3,2% con 7.021 vittime), presenza di buche o di ostacoli accidentali (3,1% con 6.753).
Anche le sanzioni per violazione al Codice della Strada sono diminuite, complessivamente del 4,4%: inosservanza del rispetto della segnaletica (-6,6%), mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta dei bambini (-0,03%) e uso improprio del cellulare alla guida (-6,1%). Il mese più pericoloso? Agosto con 2,7 morti ogni 100 incidenti. Inoltre, tra le 22 e le 6 del mattino aumentano sia l’indice di mortalità che quello di lesività.

Edustrada, il progetto del Ministero dell'Istruzione per diffondere la cultura della sicurezza stradale

Educare e sensibilizzare, quindi, è una delle priorità per ridurre la pericolosità della strada, fin dalla giovane età. Tanti i progetti per aumentare il coinvolgimento degli studenti e dei docenti, tra i quali Edustrada, il progetto nazionale per l'educazione stradale nelle scuole, che utilizza nuove metodologie per aumentare il coinvolgimento degli studenti e dei docenti su questi temi. Grazie alla piattaforma www.edustrada.it, uno spazio interattivo dedicato alle scuole, di ogni ordine e grado, gli istituti italiani possono aderire - previa registrazione - all’offerta formativa del Miur in tema di educazione stradale.
Il portale è stato avviato dalla Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione del Miur nel 2017, in collaborazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la Polizia stradale, il Dipartimento di psicologia dell’università “Sapienza” di Roma, la Federazione ciclistica italiana, la Federazione motociclistica italiana, l’Automobile club d’Italia, la Fondazione Ania. I diversi partner dell'iniziativa si impegnano a diffondere, in tutti i cicli scolastici, la cultura della sicurezza stradale, il rispetto delle norme e la mobilità sostenibile.
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