Cyberbullismo, finalmente c’è la legge. Ecco come si combatte la violenza sul web

Marcello G.
Di Marcello G.

approvata legge sul cyberbullismo

Dopo un percorso sin troppo lungo – praticamente due anni - la legge sul cyberbullismo è finalmente realtà. La Camera dei Deputati, infatti, ha approvato in via definitiva (e all’unanimità) il testo con cui vengono introdotte misure per il contrasto di uno dei fenomeni più odiosi che l’era di Internet ha portato con sé e che va a colpire soprattutto i più indifesi, i ragazzi: la violenza verbale e psicologica, provocata attraverso il web, da individui nascosti dietro la tastiera di un computer o di uno smartphone. Da oggi, dunque, le vittime di cyberbullismo hanno il primo vero strumento per difendersi. E le forze di Polizia, dal canto loro, potranno intervenire in maniera più efficace, muovendosi lungo la traccia segnata dalla nuova legge.

Skuola.net tra i protagonisti della lotta al cyberbullismo

Un traguardo che noi di Skuola.net abbiamo accolto con lungo sospiro di sollievo. Da sempre siamo stati al centro del dibattito, abbiamo aiutato centinaia di ragazzi ad aprirsi e a raccontare le loro storie, abbiamo raccolto un’enorme mole di dati per conoscere meglio il fenomeno. Se oggi possiamo festeggiare questo primo risultato pensiamo, nel nostro piccolo, di esserne stati in parte protagonisti. Ma, come detto, siamo solo all’inizio di una battaglia durissima. La legge è il punto di partenza – anche perché per ora affronta solo il cyberbullismo tra minori, quello più diffuso - per tentare non solo di contrastare ma, se possibile, di sconfiggere la piaga del bullismo telematico.

Il cyberbullismo secondo la nuova legge

Ma quali sono i contenuti della legge? Innanzitutto, per la prima volta, si dà una definizione puntuale di cyberbullismo: “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

Una legge che non vuole punire ma educare

Nel complesso, l’impianto della legge è votato più a educare che a punire. Trattandosi di minori è sembrato più giusto lavorare con uno sguardo a lungo termine. Così il cyberbullo, in caso di comportamenti scorretti, potrà essere formalmente ammonito dal questore che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori. E, assieme a un genitore, verrà convocato in questura. Ma la ‘pena’ è in qualche modo sospesa perché gli effetti dell'ammonimento cessano al compimento dei 18 anni. La vittima, invece, potrà richiedere al gestore del sito Internet o del social network di bloccare e rimuovere i contenuti diffusi in Rete. In ogni scuola, poi, verrà individuato un docente referente sulle attività di contrasto al cyberbullismo. Mentre il preside sarà chiamato a vigilare ed, eventualmente, ad avvertire le famiglie dei protagonisti di episodi di violenza su Internet.

Governo, polizia e scuola gli attori principali nella lotta al bullismo telematico

Ora la palla passa al Governo, e in particolare ai ministeri dell’Interno e dell’Istruzione, per far partire il tavolo tecnico che dovrà studiare le azioni più opportune. La Polizia postale sarà, invece, il principale ‘braccio armato’ per garantire l’applicazione delle norme. “Il Ministero – ha rassicurato la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli - è già al lavoro affinché la legge trovi immediatamente piena attuazione”. Tra l’altro, nei giorni scorsi, il Miur ha già riunito la Conferenza dei coordinatori regionali degli uffici scolastici per attivare immediatamente la ricognizione delle docenti e dei docenti disponibili a ricoprire il ruolo di ‘garante’. Nessun dettaglio va tralasciato. Perché l’impresa è di quelle ardue.

Un fenomeno in costante crescita, soprattutto tra i più piccoli

I numeri sulla crescita del fenomeno cyberbullismo sono impressionanti. Secondo uno dei nostri ultimi sondaggi – effettuato assieme all’Osservatorio Nazionale AdoleScienza - l’8,5% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni è stato almeno una volta vittima di bullismo in Rete. E con il diminuire dell’età il rischio aumenta ulteriormente: nella fascia 11-13 i casi di cyberbullismo investono il 10% dei ragazzi. Statistiche impressionanti: in pratica circa due alunni in ogni classe sono potenziali vittime.

Le conseguenze sui minori possono essere devastanti

Chat e Social Network le armi di offesa preferite dai bulli virtuali. Il 30% degli adolescenti è stato escluso intenzionalmente da un gruppo WhatsApp. Il 35% tra gli 11 e i 13 anni. E poi c’è il problema delle conseguenze, strascichi a volte drammatici che sono la diretta conseguenza dell’azione dei cyberbulli: crisi di pianto, autolesionismo, disturbi alimentari. Il 59% delle vittime sistematiche di offese online arriva addirittura a pensare di farla finita.

Tutto parte dalla conoscenza di Internet

Cyberbullismo che chiama in gioco anche le regole d’ingaggio, la conoscenza dell’universo Internet, delle sue regole e soprattutto delle sue insidie. Per questo Skuola.net è entrata con entusiasmo nel progetto Generazioni Connesse, il consorzio - coordinato dal Miur - che gestisce il Safer Internet Centre italiano e che annualmente organizza il Safer Internet Day nel nostro Paese. Un appuntamento fondamentale per scoprire le mille sfaccettature che si celano dietro la parola ‘online’. Mettere in guardia i ragazzi (e le famiglie) sui pericoli generati dalla Rete è il primo passo per arrivare all’obiettivo.
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