Voto a 16 anni, cosa accade in Europa e nel resto del mondo

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino
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Si torna a parlare di abbassare l'età del voto a 16 anni. Un argomento che, periodicamente, viene rispolverato dal mondo della politica. L'ultimo in ordine di tempo a ri-avanzare questa proposta è stato l'ex presidente del Consiglio Enrico Letta. Per l'attuale direttore della prestigiosa scuola di Scienze Politiche di Parigi ci sono anche i margini per farlo in fretta, sarebbe “una riforma costituzionale da fare in un anno. Con questa maggioranza si può", il suo commento. Un'idea subito accolta positivamente dall'attuale Governo e, in particolare, dal ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti: per il nuovo titolare del Miur si tratta di una buona cosa, un passo importante per l'inclusione e l'integrazione. Anche il premier Giuseppe Conte, intervistato da Skuola.net, si è detto favorevole all'abbassamento dell'età per votare: "A me va benissimo, in altri ordinamenti già lo fanno". Perché, a dispetto di quanto si possa pensare, dare il diritto di voto ai 16enni non sarebbe una rivoluzione così epocale. In molti Paesi già è così.


Voto ai 16enni, il quadro europeo

Sono circa una ventina, infatti, gli Stati del mondo che hanno deciso di permettere agli under18 di votare. Ognuno ha scelto forme e modalità diverse, vincolando il diritto al possesso di determinati requisiti o limitandolo ad alcuni tipi di elezioni. Per questo una rapida panoramica può essere utile a capire come potrebbe concretizzarsi da noi tale novità legislativa.

Partiamo dall'Europa, dalle nazioni geograficamente e culturalmente più vicine. Nel 'vecchio continente', uno dei primi Paesi a voler sperimentare il voto ai 16enni è stata l'Austria, dove dal 2007 i ragazzi possono esprimere il proprio consenso in tutte le elezioni, da quelle locali a quelle per il rinnovo del Parlamento. Qualcosa di simile è avvenuto nel 2011 in Norvegia, dove alcuni comuni hanno avviato una sperimentazione in tal senso (solo per il voto locale). In Germania, invece, dalla metà degli anni '90 in poi alcuni Lander (le regioni) hanno aperto ai più piccoli, esclusivamente però per le elezioni regionali e comunali.

Approccio graduale anche a Malta: nel 2014 sull'isola sono stati scelti dei Comuni campione per provare a far votare i 16enni. Gli ottimi riscontri hanno convinto il governo, nel 2018, a estendere tale diritto a tutti i loro coetanei, sia per le elezioni amministrative che per quelle politiche. In Scozia, invece, è dal 2015 che gli under18 possono recarsi alle urne (per tutte le tornate elettorali). Ancora prima, gli adolescenti scozzesi hanno potuto votare al referendum per l'indipendenza dalla Gran Bretagna del 2014; ma, quasi inspiegabilmente, tale possibilità gli è stata preclusa in occasione del referendum sulla Brexit.

Curioso quanto avviene in Bosnia, Croazia, Serbia e Slovenia, dove è possibile votare a 16 anni solo se si possiede un posto di lavoro. E in Ungheria, dove si può esprimere il voto prima del tempo solamente se si è sposati (e il matrimonio è registrato nel Paese). Chiude il quadro europeo la Grecia: qui nel 2016 si è deciso di abbassare l'età del diritto di voto ma solo di un anno, portandola da 18 a 17 anni.




Voto ai 16enni, cosa succede nel resto del mondo

Per quanto riguarda i Paesi extra-europei, in Israele si ricalca il modello greco - voto a 17 anni - ma escludendo i più giovani dalle elezioni politiche nazionali. Anche in Corea del Nord, strano a dirsi, si può votare già a 17 anni. Lo stesso avviene in Sudan e a Timor Est. In Argentina, invece, è dal 2012 che si può votare dai 16 anni in poi. Così come a Cuba. In Nicaragua il salto indietro, fatto nel lontano 1984, è stato ancora più ampio: il diritto è stato portato dai 21 ai 16 anni.

E poi ci sono quei Paesi in cui ci si è sbizzarriti con le formule più particolari. Come l'Indonesia, dove non ci sono limiti d'età per votare, l'importante è essere sposati; altrimenti si deve aspettare il compimento dei 17 anni. O come l'Ecuador, dove il voto per i minori di 18 anni è 'facoltativo'. Schema simile, infine, in Brasile: il voto è obbligatorio dai 18 ai 70 anni, mentre per gli under 18 (e gli over70) è solo una possibilità in più.
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14 ottobre 2019 ore 17:45

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