Proroga stato di emergenza al 31 gennaio, cosa comporta?

Paolo Ferrara
Di Paolo Ferrara
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Dopo lo scoppio della pandemia da Covid-19 e i conseguenti mesi di lockdown, l’Italia e altri Paesi europei hanno sperimentato una nuova normalità di convivenza con il virus. Lo stato di emergenza, però, non è mai finito e attualmente è previsto fino al 15 ottobre. Ma cosa accadrebbe se ci fosse una proroga? Proprio in questi giorni, infatti, il Governo sta valutando se prolungare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio.
Ecco cosa c’è da sapere.

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Proroga stato di emergenza: la richiesta del Comitato tecnico scientifico

La pandemia da Covid-19 non si è ancora arrestata e lo studio sulle curve epidemiologiche in Italia e negli altri Paesi europei, tra cui Francia, Spagna e Gran Bretagna, sembra non essere positivo. A fare richiesta di una proroga fino al 31 gennaio dello stato d’emergenza è proprio il Comitato tecnico scientifico e come riporta l’Ansa il Governo sta valutando la proposta. E’ possibile quindi che la richiesta andrà in Parlamento già la prossima settimana. Ci saranno nuove restrizioni? Si continuerà con lo smart working e la didattica a distanza? Ecco cosa comporterà la proroga dello stato di emergenza passo dopo passo.

Proroga stato di emergenza: nuovi dpcm

Come verificatosi nei mesi successivi, dalla presidenza del Consiglio dei Ministri potrebbero arrivare nuovi dpcm per regolare i diversi aspetti della vita pubblica. I dpcm si aggiungerebbero alle ordinanze del Ministro per la Salute.

Proroga stato di emergenza: smart working

Al momento lo smart working, dove consentito, è l’unica forma lavorativa che permette di evitare la diffusione del virus tra persone. Tale modalità è stata istituita nel momento di massima criticità della pandemia ed è stata ribadita nella relazione finale della commissione Colao e dai protocolli dell’Inail per la sicurezza. Negli ambienti di lavoro, dunque, la scelta di far lavorare i dipendenti da casa potrebbe continuare ad essere utile.

Proroga stato di emergenza: il monitoraggio

Ogni settimana il Ministero della Salute conduce un monitoraggio sulla base dei dati forniti dalle regioni. Tale monitoraggio tiene conto di 21 indicatori tra cui l’indice di trasmissione del virus e l’organizzazione dei reparti Covid e delle terapie intensive. Grazie a questo lavoro di analisi il Governo è in grado di gestire nel migliore dei modi i focolai, di modulare l’apertura e la chiusura di alcune aree del Paese e di introdurre nuove restrizioni.
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19 ottobre 2020 ore 15:00

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