Premio Nobel, le donne scienziate che lo hanno vinto nel 2020

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
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Il Premio Nobel è una delle più alte onorificenze di valore mondiale attribuite annualmente a personalità viventi che si sono distinte nei diversi campi dello scibile umano, apportando i maggiori benefici all'umanità per le loro ricerche, scoperte e invenzioni, per l'opera letteraria e per l'impegno in favore della pace mondiale. Quest’anno ci sono due importanti novità: ben tre donne sono state insignite di questo riconoscimento all’interno dell'area scientifica.
Vediamo nel dettaglio chi sono queste scienziate.

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Premio Nobel per la chimica: 2020 tutto al femminile

Il premio Nobel per la chimica, uno dei massimi riconoscimenti in quest’ambito, è stato istituito dal testamento di Alfred Nobel del 1895 ed è stato assegnato per la prima volta nel 1901, come gli altri premi istituiti da Nobel stesso. E, dopo oltre un secolo dall’istituzione di questo importante premio, gli uomini ad averlo vinto sono stati 160, mentre le donne solamente 7. All’interno di quelle sette, sono presenti anche le due vincitrici di quest'anno: Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, “per aver sviluppato un metodo di modifica del genoma”. La loro scoperta, tanto eccezionale da meritare il Nobel, ha aperto la possibilità di intervenire su una informazione contenuta nel Dna, e di tutti i possibili utilizzi che questa novità potrebbe avere all’interno della medicina e non solo.
E proprio premiando questa ricerca tutta la femminile dalla fondazione Nobel arriva un messaggio tanto importante per tutti coloro che credono che le materie e la ricerca scientifica siano ambiti prettamente maschili: ebbene, non è così, non lo è più.


Premio Nobel per la fisica 2020: un’altra donna

E dopo la premiazione delle due ricercatrici in ambito chimico, oggi è arrivato il terzo Premio Nobel del 2020 assegnato a una donna. Stiamo parlando di Andrea Ghez, che ha vinto il Premio Nobel 2020 per la fisica, insieme ad altri due colleghi Roger Penrose e Reinhard Genzel, “per la scoperta che la formazione dei buchi neri è una robusta previsione della teoria della relatività generale.
Inoltre, come ha fatto notare il Messaggero, non è casuale che le tre neolaureate insignite quest’anno del Premio Nobel siano nate tutte fra il 1964 e il 1968. Infatti esse sono la rappresentazione di un’intera generazione di studiose che è entrata nel mondo scientifico contribuendo attivamente all’avanzamento delle conoscenze umane, situazione che non può più essere ignorata anche dai premi più prestigiosi di questi settori.
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26 ottobre 2020 ore 16:15

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