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La tastiera elettronica

Per usare la tastiera elettronica occorrono alcune nozioni di elettronica generale. Vediamo come si fa: Innanzitutto bisogna essere capaci di collegarla all’impianto, se non è amplificata. Sul retro c’è una serie di ingressi: entrate e uscite per collegare il mixer, la cuffia, i pedali. Poi bisogna accenderla e regolare il volume. Inoltre occorre saperla manovrare. Ogni tastiera ha funzioni e comandi diversi., e con il libretto di istruzioni in poco tempo si scoprono tutti i segreti. Ma qualcosa in comune c’è in tutte le tastiere: il “banco” di suoni, cioè una serie di suoni in memoria, che possono essere analogici, ottenuti cioè attraverso la modificazione di alcuni parametri del suono (altezza, intensità…) all’interno dei circuiti elettronici, digitali o campionati (cioè registrati fedelmente da suoni reali). La tastiera ha una dinamica molto dolce. Al primo tocco, anche premendo piano, suona. Ma come si suona? Come il pianoforte, anche se di solito la tastiera ha solo 64 tasti invece di 88. Questo problema si risolve usando il transpose, un comando che permette di trasporre i suoni di vari toni, anche di un’ottava. Un’altra caratteristica molto frequente è lo split, ossia la divisione della tastiera in due parti, ciascuna con un suono diverso. Ci si può accompagnare con un suono di piano sulla sinistra, e suonare il flauto a destra o creare una particolare atmosfera con la destra e suonare il basso con la sinistra. Alcune tastiere hanno anche presets ritmici e di arrangiamento, cioè tempi di batteria incorporati e suoni di vari strumenti già pronti per l’uso, che seguono gli accordi del brano che si suona. Possono sostituire un’intera orchestra!
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