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Mitologia greca- Cariti/Grazie


La nascita delle Cariti o Grazie nella Teogonia di Esiodo viene così narrata : "A lui (Zeus) partorì le tre Cariti Eurinome dalle belle guance figlia di Oceano, che ha gradevole aspetto, Aglaia, Eufrosine e Talia, l'amabile; attraverso le ciglia di loro spirava, insieme allo sguardo, l'amore che scioglie le membra perchè bello è il loro sguardo sotto le ciglia". Riprendendo i versi del poeta antico, possiamo pensare che queste divinità, figlie di Zeus e di Eurinome, rappresentassero, anche attraverso la loro avvenenza, quanto di grazioso ci può essere nella natura dell'umano consesso. L'elemento che caratterizza queste tre dee è l'amore, inteso come dono di tutto ciò che è bello per poterne godere pienamente con gioia e serenità. Erano dunque, secondo gli antichi, amabili, virtuose, sagge; queste qualità, sebbene raramente si possano trovare contemporaneamete , conferiscono un alone di simpatia a chi le possiede. Le feste loro dedicate sia ad Atene che in ogni altra città della Grecia, erano caratterizzate da gare di musica e di poesia. Compagne delle Muse, le Cariti facevano parte del corteggio di Venere, naturalmente associata ai più elevati concetti di bellezza a armonia. Vengono ricordate non tanto dai grandi racconti mitologici, quanto piuttosto dalla fantasia evocatrice dei poeti, capace di dar corpo ad un certo leggiadro, danzante, sereno, che rallegra e allontana dagli uomini anche per breve tempo, le angosce e le preoccupazioni della vita.
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