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La mitologia greca: aspetti e significati

Fra tutte le mitologie dell’Antichità, quella creata dai Greci e poi fatta propria dai Romani è quella più originale.
Secondo la mitologia greca, all’origine del tutto c’era il Càos. In seguito dal Càos ebbe origine Gea, cioè la Terra. Essa veniva chiamata “la dea dalle grandi braccia, la madre degli uomini”. Successivamente da Gea nacquero quattro figli: Emèra (= il giorno), Notte, Uràno (= il cielo() e Ponto (= il mare). Qualche tempo dopo, nacquero i Giganti, i Ciclòpi (essere mostruosi con un occhio solo sulla fronte) e i Titàni. I Ciclòpi e i Titani erano la personificazione di tutto ciò che su questa terra è enorme e potente come le alte montagne, i terremoti, le eruzioni vulcaniche. Il più giovane dei Titàni, chiamato Crònos, riuscì ad avere il dominio su tutto il mondo.
Sempre secondo la mitologia greca, Crònos fu un dio molto crudele, disumano e sanguinario a tal punto da divorare i propri figli. Con questo terribile episodio, i Greci volevano simboleggiare il tempo che distrugge inesorabilmente ogni cosa.
L’ultimo figlio di Crònos, Zeus (che i Romani chiamavano Giove) fu sottratto alla voracità del genitore. Divenuto adulto, Zeus scacciò dal trono suo padre e dopo una lotta vittoriosa contro i Titani, diventò il signore assoluto del mondo. Con la vittoria di Zeus, la mitologia greca voleva far capire che ad un certo momento sulla Terra cominciò a regnare l’ordine e la pace. Infatti, col passar del tempo, la Terra conobbe sempre meno cataclismi quali, terremoti, eruzioni vulcaniche, diluvi, da cui, invece, era scossa fin dall’inizio. Quindi Giove è la personificazione dell’ordine meraviglioso che regna anche oggi nella natura.Ed è per questa ragione che egli è il dio supremo, a cui tutti gli altri dei, che personificano i vari elementi naturali, devono l’obbedienza più assoluta. Tale obbedienza è necessaria affinché nella natura sia mantenuto l’ordine. Le maggiori divinità greche furono
• Atèna (per i Romani, Minerva), la personificazione del Fulmine
• Artemide (per i Romani, Diana), la Luna e dea della caccia
• Afrodite o Venere, dea dell’amore e della bellezza e rappresentante l’ Aurora
• Demètra o Cerere, la Terra, dea delle messi e dell’agricoltura in genere
• Febo o Apollo, il dio della bellezza e rappresentante il Sole
• Ermes, per i Romani Mercurio, il Vento, messaggero degli Dei
• Arès o Marte, rappresentante la Tempesta e dio della Guerra
• Posidòne o Nettuno, l’Oceano e dio del Mare
A ciascuno di questi dei, i Greci dettero un volto bello o brutto, giovane o vecchio, simpatico o antipatico a secondo di ciò che essi personificavano. Essi avevano anche i pregi e soprattutto i difetti degli uomini.
Accanto agli dei, per i Greci esistevano anche tantissimi semidei che con le loro imprese leggendari rappresentavano la lotta dell’uomo contro le forze della natura: Bellerofonte, Perseo, Teseo e Ercole. Famose sono le sue imprese, dette”fatiche di Ercole” che simboleggiavano la lotta che il sole autunnale ed invernale deve sostenere ogni anno contro le nubi e le tempeste.
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