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L'Eneide è stata scritta dallo scrittore latino Publio Virgilio Marone egli nacque presso Mantova nel 70 a.C trasferendosi poi a Roma dove diventò oratore.
Per sfuggire alla guerra civile tra Antonio e Ottaviano si rifugiò nuovamente nella città di origine e scrisse le Glucoriche e le Georhiche.
Dopo la battaglia di Azio che segnò l'affermazione di Ottaviano al potere, il poeta pensò di scrivere l'Eneide, un poema epico che celebrasse l'impero romano e sopratutto il grande principato di Augusto.
Il poeta esaltò il glorioso passato di Roma celebrando il mito delle sue origini: Enea, protagonista dell'opera viene considerato il fondatore della città di Roma e della Gens Yula della quale Augusto appartiene.
Nel 19 a.C. Virgilio si ammalò durante il viaggio in Grecia e rientrando morì a Brindisi senza poter concludere il suo poema.

L'Eneide celebra le avventure di Enea figlio della dea Venere.

Sfuggito al saccheggio di Troia si muove alla ricerca di una nuova patria guidato dal volere degli dei e del fato.
Sbarcato nel Lazio l'eroe fonda una nuova città e da origine a una stirpe destinata a regnare sul mondo intero.
Il poema si suddivide in due parti di sei libri ciascuna: la prima parla del viaggio di Enea nel viaggio di Roma; la seconda propone tutte le vicende guerristiche sostenute da Enea per conquistare la terra conquistata.
L'Eneide quindi riprende il tema del viagio dall'Odissea e qiello della guerra dell'Iliade.
Le differenze sono comunque tante sopratutto perchè vengono rappresentate due civiltà e due modi di pensare completamente diversi: il fato costituisce il tema portante del poema; Enea è descritto come un uomo ricco di pietas, un sentimento religioso ma ancche d'amore verso la patria e la famiglia; la guerra è descitta come una crudele e dolorosa necessità.

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