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L’ossessione amorosa di Didone

Il IV libro dell’Eneide è interamente dedicato alla grande storia d’amore e di morte di Didone. La regina Cartaginese si unisce infatti ad Enea, abbandonandosi ad una forte passione destinata però a trasformarsi in un crudele odio a causa della separazione dall’amato, voluta dagli dei.
In questo passo viene appunto descritta la donna, ardente d’amore che vaga per tutta la città con Enea, dimenticando però le proprie responsabilità da regina.
La regina innamorata mostra ad Enea “le ricchezze sidonie e la città preparata” in quanto i due protagonisti del racconto sono uniti sia da un’ardente passione amorosa, sia dal compito divino di fondare due città: Cartagine per Didone, Roma per Enea. Questo verso (v.75) indica quindi la nascita di Cartagine.
Nella mitologia Ascanio, anche chiamato Iulo dai latini, è il figlio di Enea e di Creusa. Nell’Eneide la figura del discendente dell’eroico Enea è presente molte volte, come in questo passo: secondo la leggenda Didone si sarebbe innamorata del futuro fondatore di Roma a causa di una freccia scagliatagli dal dio dell’amore, Cupido, il quale aveva però assunto le sembianze di Ascanio; proprio per questo la regina cartaginese è indotta a cercare la vicinanza del piccolo Iulo.

I vocaboli appartenenti al campo semantico della follia sono, per esempio: folle (v.78), pende dalle labbra del narratore (v.79), si tormenta da sola e giace (v.83), ..
Questi vocaboli sono indirizzati alla figura di Didone folle a causa del sentimento che Cupido ha insinuato nel suo animo.
La passione amorosa è rappresentata con un’efficace metafora: “dolce fiamma” nel verso 66. Questo indica appunto l’ardente sentimento di Didone verso Enea.
E’ inoltre necessario ricordare che la regina cartaginese era già stata sposata e dopo la morte del suo sposo aveva giurato di non provare più il sentimento amoroso per nessun altro uomo.
Nei vv. 69-73 è collocata una similitudine la quale unisce la cerva ferita con la regina innamorata; questa scelta stilistica è stata adottata dal poeta in quanto Didone è stata trafitta da una freccia, scoccata da Cupido, colpevole della sua passione amorosa eccessiva verso Virgilio. Anche l’animale selvatico è stata colpito da una freccia, a causa di un pastore, per catturarla quindi questo accomuna i due soggetti.
Nell’espressione Illium absens absentem auditque videtque (v.83) si può trovare la figura retorica della consonanza [somiglianza di suono tra le ultime sillabe di due parole, in questo caso lontana-lontano, nelle quali le consonanti sono uguali ma le vocali diverse].
Questo può evidenziale ulteriormente il sentimento di Didone, la quale dopo aver lasciato da poco Enea, soffre già della sua assenza.

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