Concetti Chiave
- L'Enūma Eliš è il mito della creazione babilonese, recuperato nel 1849 e composto da circa mille righe in accadico su sette tavolette di argilla.
- La scoperta del mito è avvenuta nelle rovine della Biblioteca d’Ashurbanipal a Ninive, con testi precedentemente noti grazie agli scritti di Berosso del III secolo a.C.
- Le tavolette risalgono al VII secolo a.C., ma il mito ha origini più antiche, risalenti al II millennio a.C. e elementi di Tiamat già dal XVII secolo a.C.
- Esistono diverse copie delle tavolette, con varianti nella precisione della scrittura; quelle della biblioteca di Assurbanipal sono considerate le più accurate.
- L'Enūma Eliš ha un'importanza rituale, con la lettura coincidente con l'inondazione primaverile dei fiumi Tigri ed Eufrate, celebrando Marduk e il suo ruolo nella creazione.
Informazioni sull'Enūma eliš
L’Enūma Eliš è il mito della creazione babilonese. Esso fu recuperato dall'archeologo inglese Austen Henry Layard nel 1849, in modo frammentario, nelle rovine della Biblioteca d’Ashurbanipal a Ninive, nella regione dell’Iraq. Una forma di tale mito è stata pubblicata dall’inglese assiriologo George Smith nel 1876. Successivamente, varie ricerche ed ulteriori scavi hanno portato al quasi completamento dei testi e al miglioramento della traduzione.
L'Enūma Eliš possiede circa un migliaio di righe ed è registrato in accadico su sette tavolette di argilla, ciascuna delle quali contiene tra 115 e 170 righe di scrittura cuneiforme sumero-accadica. Questo poema epico è una delle fonti più importanti che rivelano la visione del mondo babilonese. All’interno delle sette tavolette viene descritta la creazione del mondo, una battaglia tra dei incentrata sulla supremazia di Marduk, la creazione dell'uomo destinato al servizio delle divinità mesopotamiche e si conclude con un lungo brano inneggiante a Marduk. Lo scopo originale fondamentale non è ancora conosciuto, anche se si sa che una versione è stata utilizzata per alcuni festival. Inoltre, dell’Enūma Eliš ne esistono diverse copie presenti in Babilonia e Assiria. La versione della Biblioteca archeologica di Assurbanipal risale al VII secolo a.C. La composizione del testo risale presumibilmente alla fine del II millennio a.C, oppure anche prima, all'epoca di Hammurabi durante il periodo antico babilonese. Alcuni elementi del mito sono dimostrati da illustrazioni che risalgono almeno all'era cassita, dal XVI al XII secolo a.C.Circostanza e ritrovamento
Precedentemente la scoperta delle tavolette, elementi sostanziali del mito erano sopravvissuti attraverso gli scritti di Berosso, il quale era uno scrittore babilonese del III secolo a.C. e sacerdote di Bel. Questi elementi sono stati conservati nel libro di Alexander Polyhistor sulla storia caldea, che è stato riprodotto da Eusebio nel libro 1 del suo Chronicon. Al suo interno sono descritti lo stato primordiale di un'oscurità abissale e dell'acqua, i due esseri primordiali esistenti in esso. La descrizione poi riguarda la creazione di ulteriori esseri, in parte umani ma con varianti di ali, teste e corpi animali, e alcuni con entrambi gli organi sessuali. Il testo descrive anche un essere femminile che guida su di loro, chiamato Omoroca, e la sua uccisione da parte di Bel, il quale la tagliò a metà, formando il Cielo da una parte e la Terra dall'altra. Non c’è solo questo, infatti il testo descrive anche la decapitazione di un dio e la miscelazione del sangue del dio con il suolo della Terra, che porta alla creazione degli uomini. Alla fine, c'è anche un riferimento alla creazione da parte di Bel delle stelle, del Sole, della Luna e dei pianeti. Berosso diede anche un resoconto del saggio Oannes, una sorta di ibrido tra uomo e pesce, che apparve dal mare e insegnò alle persone ogni sorta di conoscenza, tra cui scrittura, legislatura, costruzione, matematica e agricoltura. Berosso mostrò il racconto della creazione sotto forma di un discorso tenuto dagli Oanne. Poi vennero scoperte tavolette di argilla contenenti iscrizioni relative ad analoghi di storie bibliche furono scoperte da AH Layard, Hormuzd Rassam e George Smith tra le rovine del Palazzo e della Biblioteca di Ashur-bani-pal durante gli scavi presso il tumulo di Kuyunjik, Ninive tra il 1848 e il 1876.Cronologia e mito
Le tavolette del re non erano più antiche del VII secolo a.C, provenendo dalla biblioteca di Assurbanipal a Ninive. Comunque, King propose che le tavolette fossero copie di precedenti opere babilonesi, poiché maggiormente glorificavano Marduk, e non il dio favorito degli assiri Assur. King propose anche che le sculture trovate nel tempio di Ninib a Nimrud rappresentassero Marduk che combatteva Tiamat, datando così la leggenda del drago almeno al regno di Ashurnasirpal II, due secoli prima della biblioteca di Assurbanipal. La maggior parte degli studiosi attualmente attribuisce una data ancora precedente alla composizione dell’epopea: le leggende di Tiamat e dei suoi mostri esistevano molto prima, fino al sovrano cassita Agum I, già a partire dal XVII secolo a.C. Inoltre, è stato suggerito che il mito, o almeno la promozione di Marduk in esso, risalga all'ascesa della prima dinastia babilonese, durante lo stesso periodo in cui Marduk venne proclamato dio nazionale. Una promozione simile di Marduk si vede nelle prime righe del Codice di Hammurabi.Modificazioni
Esistono molteplici copie delle tavolette: le tavolette della biblioteca di Ashur-bani-pal tendevano ad essere ben scritte su argilla molto fine, mentre le tavolette neobabilonesi erano spesso scritte e realizzate con minor precisione, nonostante esistessero ottimi esempi. Tutte le tavolette, sia quelle assire che quelle babilonesi, avevano il testo in righe e la forma del testo era identica tra le due. Una tavoletta del British Museum, conosciuta come versione "bilingue" della leggenda della creazione, narra della creazione dell'uomo e degli animali da parte di Marduk con l'aiuto di Aruru, così come la creazione di i fiumi Tigri ed Eufrate, della terra e delle piante.Contenuto, spiegazione e uso rituale
L'Enūma Eliš rappresenta la fonte primaria della cosmologia mesopotamica. Secondo Heidel il suo scopo primario era quello di elogiare Marduk ed era importante nel rendere quel dio babilonese capo dell'intero pantheon, attraverso le sue azioni nella sconfitta di Tiamat e nella creazione dell'universo. Heidel ritiene che il testo abbia un messaggio politico oltre quello religioso. Il testo contiene molte parole di origine sumera, inclusi i nomi dei mostri di Tiamat, il vento di Marduk e il nome usato per l'uomo è il sumero lullu. Però il dio principale nell'epica è il babilonese Marduk. Infine, è stato consigliato che la lettura rituale del poema coincidesse con l'inondazione primaverile del Tigri o dell'Eufrate in seguito allo scioglimento della neve nelle regioni montuose a monte.Domande da interrogazione
- Cos'è l'Enūma Eliš e qual è la sua importanza?
- Quali sono le circostanze del ritrovamento dell'Enūma Eliš?
- Qual è la cronologia associata all'Enūma Eliš?
- Come si differenziano le varie copie delle tavolette dell'Enūma Eliš?
- Qual è lo scopo rituale dell'Enūma Eliš?
L'Enūma Eliš è il mito della creazione babilonese, recuperato nel 1849 da Austen Henry Layard. È una delle fonti più importanti per comprendere la visione del mondo babilonese, descrivendo la creazione del mondo e la supremazia di Marduk (circa 1000 righe in accadico su sette tavolette di argilla).
L'Enūma Eliš è stato ritrovato in modo frammentario nelle rovine della Biblioteca d’Ashurbanipal a Ninive, in Iraq, tra il 1848 e il 1876. Elementi del mito erano già noti grazie agli scritti di Berosso, un sacerdote babilonese del III secolo a.C.
Le tavolette dell'Enūma Eliš risalgono al VII secolo a.C., ma si ritiene che il mito abbia origini più antiche, risalenti al II millennio a.C. o anche prima, durante l'epoca di Hammurabi. Le leggende di Tiamat esistevano già nel XVII secolo a.C.
Le tavolette della biblioteca di Ashur-bani-pal erano ben scritte su argilla fine, mentre le copie neobabilonesi erano meno precise. Tuttavia, tutte le tavolette mantenevano una forma di testo simile, con una tavoletta bilingue che narra la creazione da parte di Marduk.
L'Enūma Eliš ha un'importanza rituale, poiché il suo scopo primario era elogiare Marduk e affermarlo come capo del pantheon babilonese. La lettura del poema coincideva con l'inondazione primaverile dei fiumi Tigri ed Eufrate, legando il testo a eventi naturali significativi.