Voto di maturità, l'esame di terza media fa da "pronostico"

È possibile capire già dal voto dell’esame di terza media come andrà la Maturità? Forse sì. Analizzando le votazioni ottenute dai diplomati emerge, infatti, una curiosa correlazione tra il punteggio dell’esame di Stato e quello ottenuto dagli stessi studenti all’esame svolto cinque anni prima. A farla emergere è il report del ministero dell’Istruzione “Esiti dell’esame di Stato e degli scrutini nella scuola secondaria di I grado – Anno scolastico 2015/2016”.

Sessanta o cento? Il “pronostico” delle medie

Lo studio prende in esame il voto finale dei diplomati della scuola superiore nell’anno 2015/2016 e i loro risultati agli esami di terza media (nell’anno scolastico 2010/2011). Si può così osservare come coloro che hanno concluso il primo ciclo con una valutazione ‘sufficiente’, nella gran parte dei casi (precisamente il 61%) sono arrivati al diploma con una votazione non superiore a 70/100. E chi ha preso voti alti all’esame delle medie? Il 38% dei ragazzi che ha conseguito la licenza di primo livello con almeno nove su dieci, si è poi diplomato con un voto superiore a 90/100. Certo, si tratta solo di supposizioni. Visto che le due prove si svolgono con regole diverse. Ma, a questo punto, come viene assegnato il punteggio d’esame nei due esami di Stato?

Esame terza media, come funziona il voto

Gli esami di terza media, ad esempio, prevedono quattro prove: Italiano, matematica, lingua straniera e colloquio orale. Più il voto di ammissione, che contribuisce alla media finale. Per essere ammessi a sostenere l’esame è necessario aver frequentato tre quarti delle ore totali di lezione, non aver ricevuto sanzioni disciplinari che interferiscano con l’ammissione e aver partecipato alle prove Invalsi di italiano, matematica e inglese. A seguito della riforma dello scorso anno, però, è cambiato il ruolo delle stesse prove Invalsi: prima erano a pieno titolo parte della valutazione finale, andando a incidere sulla media aritmetica, oggi partecipare alle prove Invalsi è solo uno dei requisiti di accesso fondamentali per l’esame finale di terza media, ma non farà parte del punteggio d’esame.

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Voto di maturità: come viene assegnato il punteggio

Per la Maturità, invece, i grossi cambiamenti si vedranno a partire dal prossimo anno. Come funziona adesso? Il voto finale dell’esame di stato si ottiene sommando i crediti scolastici - in base alla media degli ultimi tre anni di scuola (massimo 25 punti) - con il punteggio delle 3 prove scritte (fino a 15 punti l’una) e della prova orale (30 punti massimo), più l’eventuale bonus di 5 punti deciso dalla Commissione. E nel 2019? Abolita la terza prova e introdotto il test Invalsi durante il quinto anno. Il voto ottenuto durante le prove Invalsi di italiano, matematica e inglese non influirà però sulla valutazione finale, bensì la partecipazione all’Invalsi sarà – come nel caso della terza media – requisito di ammissione alla maturità. Cambiando il numero di prove, cambierà anche il punteggio assegnato: i due scritti e l’orale varranno 20 punti l’uno, mentre con i crediti scolastici si potranno raggiungere addirittura 40 punti.



Ilaria Roncone
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23 maggio 2018 ore 16:30

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