Maturità 2018, l'ultimo "ultimo giorno di scuola" tra nostalgia e ansia dell'esame

Sono più di 500mila (per la precisione, 509.307) i maturandi che, questa settimana, hanno concluso per sempre il loro percorso scolastico. Per l'ultima volta, hanno indossato lo zaino e si sono seduti al loro banco: tra pochissimo - previa promozione all'esame - saranno ormai "maturi" per entrare nel mondo degli adulti. Sceglieranno di iniziare un lavoro, oppure di iscriversi a un corso di laurea. Alcuni, a settembre, lasceranno la casa e la loro città per andare a studiare o lavorare lontano.
E' un giorno, questo ultimo "ultimo giorno di scuola" prima della maturità 2018, carico di significato ed emozioni, quelli che Skuola.net ha chiesto di raccontare a 3mila studenti di quinta tramite una web survey.


Ultimo giorno di scuola di quinta superiore: le cose da dimenticare

I brutti voti (18%) e i professori antipatici (17%), queste le cose che i maturandi del 2018 vorrebbero dimenticare della scuola. Alla fine dei loro 5 anni, vorrebbero cancellare dalla memoria anche i troppi compiti a casa e l'eccessivo studio (11%), nonché i litigi con i compagni (10%), naturale intoppo della quotidianità scolastica. Tra le cose peggiori della scuola, non poteva mancare il momento del ritorno tra i banchi dalla pausa didattica (8%), uno dei più difficili dell'anno, che si tratti delle vacanze estive o di quelle natalizie.

Ultimo giorno di scuola da maturandi, le cose da ricordare

Ma per tutto ciò che di negativo portano gli anni di scuola - su cui ben volentieri i maturandi 2018 metterebbero una pietra sopra - c'è la controparte positiva, quelle esperienze di vita e quei ricordi che accompagneranno questi giovani, forse, fino a quando giovani non saranno più.
In primis le amicizie (32%): a scuola non si va solo per studiare, ma anche per condividere pezzi di vita con i propri compagni, con i quali nasce un rapporto quasi fraterno. E dove mettere le gite o i viaggi di istruzione (9,5%), che spesso sono il cemento queste amicizie? Tra i momenti migliori degli anni di scuola, anche l'arrivo - tanto atteso - della pausa didattica (9%), e l'emozione dell'apprendimento di cose nuove e interessanti(8%).

Ansia, nostalgia o entusiasmo?

Il sentimento dominante, in questo giorno di bilanci, è tuttavia l'ansia per l'esame imminente: così hanno risposto circa 2 su 5 dei ragazzi intervistati. E poi, prevale la nostalgia per il passato, o l'entusiasmo per l'inizio di una nuova vita? Senza dubbio la prima: così risponde il 36% dei maturandi. Solo il 24% non lascia spazio alle malinconie, e si vede già tra i banchi dell'università o immerso nella costruzione della propria carriera.

A voi la parola

Skuola.net ha raccolto le parole e i pensieri dei maturandi nel loro ultimo "ultimo giorno di scuola": questi i messaggi che la redazione ha selezionato tra le centinaia arrivati da parte degli studenti.

"Bisogna godersi tutto fino all' ultimo secondo perché questi momenti sono i più belli della nostra vita e non ritornano".

"E' stata una giornata vissuta fra malinconia e ansia. Sono stati anni talmente belli, usciamo da qua diversi da come siamo entrati, fra i banchi di scuola si ha trascorso tantissimo tempo e affezionarsi anche solamente alle mura noiose di un edificio non è difficile, quando questo ha racchiuso così tante risate e preoccupazioni. Mi mancherà... non aspetto altro che finisca tutto, ma ne sento già malinconia. (augurandomi di non ritrovarmi ancora qua il prossimo anno, eh)".

"Beh... Che dire, l'ultimo giorno effettivo sarà quando avremo finito gli esami. Ma se oggi dovrei dire che ho finito la scuola mi verrebbe da dire che ho trascorso questi 5 anni facendo esperienze diverse con i miei compagni e i miei insegnanti e difficilmente mi viene da dire che mi mancheranno.".

"Non è stato da me vissuto benissimo questo percorso ma, pur essendoci stati più momenti brutti che belli, riesco a ricordare solo quelli belli".

"Ho guardato la mia sedia e niente… mi è salita la malinconia".

"Rimpiango di non essermi goduto a pieno questo ultimo anno. Dio benedica le Prof che svolgono il loro lavoro con amore e dedizione perché sono le stesse che riescono ad insegnare ciò che nei libri non ci sarà mai".

"Tristezza e amarezza nel lasciare una compagnia che è sta la mia famiglia, eccitazione per la fine di un percorso scolastico insoddisfacente e psicologicamente destabilizzante."

"Ho passato così tanti anni a dire 'voglio andarmene e non vedere questa scuola mai più', ma ora mi mancheranno tutti, dai miei compagni tanto odiati ai bidelli rompipalle."

"Dopo molti anni pensare di cambiare del tutto la propria vita non è semplice. Mi mancherà questa tanta odiata scuola ma esco con la consapevolezza che sono cresciuto tanto grazie ad essa e se sono quel che sono è anche merito suo".

"Sono rattristata all'idea di lasciare il luogo dove sono cresciuta sia dal punto di vista culturale che personale.. ma per ogni fine c'è un nuovo inizio!".

"E' stato un percorso difficile, che mi ha portata a crescere tantissimo e non solo dal punto di vista didattico ma anche dal punto di vista etico/morale. Questo ultimo giorno di scuola mi fa sentire carica per ciò che verrà dopo e al tempo stesso un po' nostalgica di fronte alla mia adolescenza che si trasforma in giovinezza".

"Voglio solo ringraziare chi per cinque anni è stato al mio fianco, e chi invece ha mollato prima. Un grazie infinite va anche ai miei professori che, all'infuori della loro professione solo delle persone veramente speciali. Mi mancheranno le mie prime esperienze e i sentimenti provati in quel "carcere", dove alla fine sono riuscita a trovare una famiglia in più".

"In questo ultimo giorno di scuola mi sono rivisto passare davanti tutti gli anni passati tra i banchi, portandomi una grande emozione. ancora non ho realizzato il fatto di dover intraprendere una nuova vita fatta di scelte e grandi responsabilità, ma sono sincero ciò non mi spaventa. Il prossimo e ultimo scoglio da sorpassare prima di dare il via a questa nuova vita, è la maturità. Il voto non conta, quello che conta sono i ricordi che ci porteremo per sempre nel cuore.

"Da una parte quando ho guardato l'orologio che segnava 12.29 e ho sentito il conto alla rovescia 3,2...1.. tutto ciò che ho fatto quest'anno mi è passato nella mente, le amicizie, i voti, le verifiche, i bei momenti, le gite, i professori.. e per quanto tutto questo mi è costato caro, e ho capito che non sarebbe più tornato, ora gli esami.. ansia... ho voglia di iniziare un nuovo percorso però, quando senti la campanella e capisci che oramai basta, non si torna indietro.. mi è venuta un po' di tristezza, nonostante tutto"

"L'ultimo degli ultimi passa come se non te ne rendessi conto, presi dall'esame e l'ansia non ci rendiamo conto che stiamo dicendo addio ad una parte della nostra vita che non tornerà più. Ci ricorderemo di quest'ultimo giorno tra parecchi anni, ritorneranno a galla tutte le stronzate fatte, le esperienze, ciò che ci ha formato. Presi dal marasma di 'sta vita che pare incominci solo da domani, ti auguro di vivere la notte più intensa della tua vita da adolescente, l'ultima delle ultime. Ad maiora".

"Ho pianto troppo, abbiamo messo la musica in cortile con delle mega casse e a 10 minuti dalla fine è partita "Notte prima degli esami" e tutti i maturandi si sono abbracciati fortissimo perchè tutti sappiamo che la scuola era una certezza e che adesso dobbiamo crearci da soli.. Ultima cosa, un mega grazie alla 5B che si è fatta amare e odiare allo stesso tempo, grazie ragazzi!"

"Apoteosi perfetta tra "Come farò a non condividere più cinque ore al giorno con questi mentecatti?" e "Non vedo l'ora che tutto questo sia finito""

"Ho scritto lettere piene d'odio Non sono mai stato tanto attaccato a questa scuola lodo i tempi aurei che furono godo di ciò che mi diedero e ora lasciatemi andare lasciatemi volare lasciatemi fare lasciatemi dire ho tanto da dire tru tru tru tru tru il poeta ha tanto da dire skrt skrt skrt skrt egli non ha ben chiaro il suo futuro Drìn Drìn Drìn Drìn è la campanella è arrivata l'ora or anche la scuola sembra bella la trista mietitrice sembra una stella. E ora danzo follia del poeta altro che un esteta un poeta pazzo e non scassate il ****, lasciatemi divertire e fino alle stelle salire e non aver da ridire...".

"Non mi sono resa conto del fatto che questo giorno sia stato veramente "ultimo" finchè non sono uscita e mi sono guardata indietro, per vedere il mio liceo un'ultima volta, e lì mi sono accorta che non l'avrei davvero rivisto più se non tra poco per gli esami. Mi sono commossa nel ricordare sia gli eventi belli che brutti, ma soprattutto quelle poche ma valide amicizie che ho allacciato e spero non si sgreghino mai. Non pensavo che l'avrei mai detto, ma il liceo mi mancherà!"

"E' che, a volte, non ti rendi conto di quanto scorra velocemente il tempo. Sei lì, in prima superiore, che pensi che il tempo a scuola sarà infinito, non realizzi che anche quegli anni arriveranno ad una fine. E allora gli anni passano e affronti i brutti voti, le prime cotte, le interrogazioni per le quali non ti sei preparato, i litigi con gli amici. In quegli anni inizi a crescere: cadi, affronti i primi bulli, i TUOI bulli e ti rialzi. In un attimo sei grande, sei forte, è il tuo ultimo giorno di scuola, e non saluti più i tuoi amici con la consueta frase "Ci vediamo l'anno prossimo", ma nuove parole lasciano le tue labbra e compongono il nuovo "Ci vediamo il giorno degli esami". In realtà, però, non smettete di vedervi, sentirvi: quel gruppo di classe invia notifiche su WhatsApp in continuazione e tu sei lì, a studiare la tua tesina, a ripassare per gli scritti. Spegni il cellulare, ma se dovessero avere bisogno di te e tu di loro? E allora lo riaccendi, apri le notifiche, rispondi, ridi e sorridi alle loro ansie, le loro paure, che in fondo sono anche tue".

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