Nuova Maturità, Seconda Prova 2019 multidisciplinare: cosa cambia

seconda prova

La seconda prova è quella che più di ogni altra spaventa gli studenti. In più, la maturità 2019 sarà la prima a presentare le modifiche volute dalla riforma della Buona Scuola e del nuovo governo. Riguardo al secondo scritto, alcune indicazioni sono contenute nella nota ministeriale del 4 ottobre 2019 e soprattutto nel documento allegato: "Indicazioni metodologiche e operative per la definizione dei “Quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle seconde prove” e delle “Griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi” per gli Esami di Stato del II ciclo".
Ecco quindi alcune informazioni sulla seconda prova della maturità 2019.


  • Leggi la nota ministeriale sull'esame di maturità 2019 UFFICIALE MIUR

  • Seconda prova maturità 2019, cosa cambia: la griglia di valutazione

    La seconda prova, spiega il Miur, "è intesa ad accertare le conoscenze, le abilità e le competenze attese dal profilo educativo, culturale e professionale della studentessa o dello studente dello specifico indirizzo".
    Al fine di uniformare i criteri di valutazione delle commissioni d’esame in tutta Italia, con il decreto "sono definite le griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi (della prima e
    seconda prova scritta).
    " In pratica, non saranno più le singole commissioni a predisporre la griglia di valutazione, ma ne esisterà una sola, nazionale, di riferimento per l'assegnazione del punteggio.

    Seconda prova maturità 2019, una o più materie

    Nel decreto 62/2017 si trova scritto che la seconda prova può comprendere una o più discipline. Molti si sono chiesti cosa avrebbe comportato questa "multidisciplinarietà" della seconda prova. Le tracce prevedono domande su due o più materie di indirizzo, anziché su una sola come in passato? In realtà non è propriamente così. Il Miur spiega, infatti, che la multidisciplinarietà della seconda prova sarà in realtà nel proporre temi e problemi per la cui risoluzione è necessario ricorrere a competenze e conoscenze riferenti a diverse discipline del corso di studi.
    Ecco la spiegazione completa di questo punto ancora fumoso:
    "La possibilità, contenuta nel d.lgs 62/2017, di prevedere una seconda prova che comprenda una
    o più discipline impone una riflessione di carattere generale sull’impostazione che potrà essere
    data a tale prova
    , fermo restando che sarà un apposito decreto ministeriale ad individuare la o le discipline oggetto della prova, per ciascun indirizzo e per ciascun anno scolastico.

    Infatti, il perseguimento degli obiettivi specifici di apprendimento delle Indicazioni Nazionali e dei risultati di apprendimento delle Linee Guida non richiede un approccio di tipo additivo, tra
    discipline che non interagiscono fra loro sul piano metodologico e, al più, si limitano a sviluppare
    argomenti in comune, mantenendo, quindi, inalterata la propria specifica metodologia didattica
    ed il proprio assetto programmatico.

    E’ invece necessario muoversi in una dimensione più ampia, che implica un’interazione nei
    percorsi di apprendimento,
    guidata da docenti che sviluppano una concertazione a livello di
    impostazione programmatoria e che impostano il loro itinerario curriculare facendo leva,
    appunto, sui “nodi tematici pluridisciplinari”.

    Quindi, nel caso in cui il Ministro stabilisca nell’apposito DM di coinvolgere più discipline, i quadri di riferimento non porteranno alla predisposizione di tracce nelle quali vengono messi insieme e sommati quesiti o tematiche di più discipline (approccio che risulterebbe peraltro penalizzante per i candidati); le tracce dovranno invece proporre situazioni problematiche dalla risoluzione delle quali la Commissione potrà evincere il livello di raggiungimento degli obiettivi di apprendimento di ciascun indirizzo".


    Seconda prova maturità 2019: materie e regolamento

    Secondo quanto stabilito dalla nota ministeriale del 4 ottobre 2018, sarà il Miur a stabilire quali materie saranno oggetto della seconda prova, e dovrà comunicarle con apposito decreto entro gennaio 2019. Per quanto riguarda la redazione e lo svolgimento della prova, entro il mese di ottobre sarà pubblicato un apposito decreto per definire i quadri di riferimento, "in modo da consentire alle scuole di avviare, quanto prima, le attività didattiche di loro competenza e agli studenti di conoscere per tempo le linee metodologiche e disciplinari, nonché i criteri di
    valutazione, che caratterizzeranno lo svolgimento delle prove scritte
    ".

    Il testo del documento Miur

    Indicazioni Metodologiche e Operative Maturità Seconda Prova - Miur by Skuola.net on Scribd

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