Giuseppe Ungaretti, tutto quello che c’è da sapere

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
prima prova 2019 Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1888 dove trascorre la sua infanzia. Studia all’università Sorbonne di Parigi.
Allo scoppio della Grande Guerra, la Prima Guerra Mondiale, si arruola volontario e combatte sul fronte del Carso.

Il Porto Sepolto

La sua prima raccolta, scritta sul fronte negli anni della guerra, viene pubblicata bel 1916 e si intitola ‘Porto sepolto’ che tre anni dopo, nel 1919 confluisce nell’ ‘Allegria di naufragi’ denominata poi ‘Allegria’.

Il porto a cui allude il titolo è il porto di Alessandria di età tolemaica, mentre l’aggettivo ‘sepolto’ rimanda a qualcosa di sotterraneo, di segreto e quindi a qualcosa di ignoto che vive dentro ognuno di noi.
L’immagine densa di simbolismo non è immune dalle sofferenze della guerra che ha vissuto in quanto potrebbe far pensare anche ad una discesa agli Inferi ma, nonostante questo, tutti i componimenti in essa contenuti sono ispirati alla fraternità che unisce gli uomini anche nei momenti di sofferenza.

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Allegria di naufragi

Questo primo momento della poetica di Ungaretti è orientato all’ermetismo: la sintassi risulta spezzata, i versi molto brevi, a volte formati solo da una parola, per evidenziarne ulteriormente il significato.
Il naufragio a cui si allude nel primo titolo ‘Allegria di naufragi’ rappresenta la sua condizione esistenziale in seguito alla Grande Guerra, mentre la prima parte del titolo, ovvero ‘Allegria’ si riferisce alla felicità che si prova dopo essere sopravvissuti ad una tragedia.
La raccolta si presenta come un diario di trincea in quanto sopra ad ogni lirica viene riportata sia la data che il luogo in cui sono state scritte.
L’opera si divide in cinque sezioni:
    1. Ultime, Milano 1914-1915;
    2. Il Porto Sepolto, dal dicembre 1915 all'ottobre 1916;
    3. Naufragi, dal dicembre 1916 ad agosto 1917, include la poesia Mattina;
    4. Girovago, da marzo a luglio 1918, comprende la altrettanto celebre Soldati;
    5. Prime, Parigi-Milano 1919.

Il sentimento del tempo

Il sentimento del tempo’, raccolta scritta nel 1933, rappresenta un distacco dall’ermetismo in quanto si avvicina ad una forma di sensibilità barocca e al neoclassicismo.
Per questo l’opera è densa di richiami a figure mitologiche e anche di alcune divinità (come Zeus e Crono) che lasciano pensare ad un’ansia religiosa che cominciava a scuotere il poeta.
Il tema principale, suggerito anche dal titolo, è lo scorrere del tempo e del rapporto che intercorre tra i limiti di un essere finito come l’uomo e l’assoluto eterno e infinito, rappresentato dal tempo.
Anche lo stile cambia, in quanto i modelli a cui il poeta si ispira sono Petrarca e Leopardi e i loro modi stilistici; vengono ripresi quindi versi più ampi come gli endecasillabi e i settenari e la punteggiatura, quasi assente nelle raccolte precedenti.
Inoltre Ungaretti si interessa al barocco e lo ritrova a Roma in cui vede la città barocca per eccellenza, dove si trasferisce dal 1921.

Il Dolore

Nel 1947 scrive ‘Il Dolore’ in seguito alla morte del figlio Antonietto.
L’opera è divisa in sei sezioni:
    • Tutto ho perduto
    • Giorno per giorno
    • Il tempo è muto
    • Incontro a un pino
    • Roma occupata
    • I ricordi
Anche in questa raccolta perdura la presenza del paesaggio romano, ma in questo caso è minacciato dall’ombra della morte, della guerra e della definitiva distruzione. L’unica soluzione per affrontare ogni tragedia appare comunque la solidarietà e la fraternità fra gli uomini.

L’ultima fase della vita e le ultime raccolte

Dal 1937 al 1942 verrà chiamato a San Paolo in Brasile come professore di letteratura italiana e nel 1942 rientra in Italia e continua l’attività di accademico presso l’Università di Roma.
Tra il 1935 e il 1953 scrive 'Terra promessa', un melodramma sul mito di fondazione della nuova città da parte di Enea.
Tra il 1939 e il 1952 scrive 'Un grido e paesaggi', in cui la memoria è il tema centrale.
Al 1961 risale 'Il taccuino del vecchio' i cui temi dominanti sono la fragilità dell’uomo, la solitudine dell’uomo e la nostalgia per l’innocenza perduta.
Nel 1969 la Mondadori stampa 'Vita d’un uomo' che comprende tutte le opere scritte dall’autore.
Un anno dopo, nel 1970, muore a Milano.

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