
Il panorama dell'esame di maturità si evolve. Con la pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 2 del 9 gennaio 2026, il Ministero dell’Istruzione ha ufficialmente aggiornato la struttura del Curriculum della studentessa e dello studente.
La novità più rilevante? L'ingresso formale degli esiti delle prove Invalsi all'interno del documento che accompagna il diploma.
Questa riforma trasforma il Curriculum in uno strumento di orientamento ancora più analitico, integrando i risultati delle rilevazioni nazionali nel profilo d'uscita di ogni maturando.
La novità: una quarta sezione per le Prove Nazionali
Fino ad oggi, il Curriculum era diviso in tre blocchi. Il nuovo modello ne introduce un quarto, rendendo la struttura più completa:
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Parte I – Istruzione e formazione: il riepilogo del percorso scolastico (tratto dall’E-Portfolio).
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Parte II – Certificazioni: i titoli linguistici, informatici o professionali ottenuti.
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Parte III – Attività extrascolastiche: le esperienze di volontariato, sport, musica o cultura dichiarate dallo studente.
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Parte IV – Prove Nazionali (Novità): i livelli di apprendimento raggiunti nelle prove Invalsi dell'ultimo anno, inclusa la certificazione delle competenze in lingua inglese.
I dati di quest'ultima sezione non saranno inseriti dalle segreterie né dagli studenti, ma verranno caricati direttamente dall'Invalsi attraverso il Sistema Informativo dell'Istruzione.
Il Curriculum entra in sede d’esame?
La risposta è sì. Il decreto chiarisce che il Curriculum, aggiornato dopo lo scrutinio finale, sarà messo a disposizione delle Commissioni d'esame.
L'obiettivo è duplice:
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Supportare il colloquio orale: la commissione potrà utilizzare le informazioni (soprattutto quelle sulle attività extrascolastiche e il percorso formativo) per dare un taglio più personalizzato all'esame.
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Valorizzare il profilo dello studente: i commissari avranno un quadro più chiaro non solo dei voti, ma delle competenze complessive e dei livelli raggiunti nelle prove nazionali.
Un distinguo necessario: l'Invalsi non "entra" nella maturità
È fondamentale chiarire un aspetto tecnico che spesso genera preoccupazione: gli esiti delle prove Invalsi non influenzano direttamente il punteggio dell'esame di Stato.
Sebbene il Curriculum venga messo a disposizione dei commissari prima del colloquio per favorire una visione d'insieme del percorso, la Parte IV (quella dedicata ai livelli Invalsi) viene alimentata ufficialmente solo al termine dell'esame di maturità.
Di fatto, i risultati dettagliati delle prove nazionali vengono cristallizzati nel documento finale solo dopo il rilascio del Diploma, garantendo che il colloquio d'esame rimanga focalizzato sul percorso scolastico e sulle competenze trasversali senza che il "voto" Invalsi ne condizioni l'esito.
Orientamento e accessibilità
Il Curriculum e un documento di orientamento che serve a restituire una fotografia dei talenti e delle competenze acquisite, sia sui banchi che fuori dalla scuola.
Per quanto riguarda l'accesso, è tutto digitalizzato: studenti e diplomati potranno consultare il proprio Curriculum tramite autenticazione informatica. Una curiosità importante: è prevista la possibilità per gli studenti di scaricare la sezione relativa ai risultati Invalsi in modo indipendente rispetto al resto del titolo di studio.