Maturità 2016: pensi sia difficile? Forse non conosci questi esami

Marcello G.
Di Marcello G.

esami maturita difficili nel mondo

Caro studente italiano, consideri difficili gli esami di maturità che presto andrai ad affrontare? Forse non hai ben chiaro cosa succede in alcuni Paesi del mondo. Perché ci sono esami, anche in luoghi insospettabili, davvero terribili. È quindi forse il caso di elencarne qualcuno per chiarire le idee di quanti come te pensano che la maturità italiana sia una prova tostissima. Per sfatare questo falso mito basterebbe dire che, da noi, praticamente il 99% dei maturandi supera l’esame. Una ottima prospettiva che molti loro colleghi sparsi ai quattro angoli del globo non possono avere. Ma quali sono questi sistemi scolastici che fanno strage di studenti?

#5 Cina: dove la scuola assomiglia ai lavori forzati
Andare a scuola in Cina è forse più stressante che lavorare. Qui l’esame di maturità, chiamato Gaokao, è solo l’atto finale di un percorso durissimo. Durante gli anni delle scuole superiori, infatti, gli studenti sono sottoposti a frequenti pressioni da parte di insegnanti e familiari. In alcuni istituti gli alunni sono addirittura sorvegliati da telecamere che verificano se effettivamente studiano (per avere un buon rendimento scolastico è necessario studiare anche 14 ore al giorno). Dall’esito dell’esame finale, poi, dipende la possibilità di frequentare l’università; perché con il Gaokao, oltre al diploma, ci si gioca uno dei posti da matricola stabiliti dal Governo per il successivo anno accademico (vi accedono in media 2 studenti su 3). Per questo nei giorni dell’esame i controlli sono accuratissimi, per evitare che qualche furbetto trovi il sistema per copiare. Gli esami sono fondamentalmente incentrati su tre materie: Cinese, Inglese e matematica; quelle che, nei piani del Governo, serviranno di più nel mondo del lavoro. Ma esistono anche esami più specialistici che prevedono l’aggiunta di altre materie.

#4 Giappone: gli esami non finiscono mai
Gli studenti giapponesi lo chiamano shiken jigoku, “inferno degli esami”: è il sistema scolastico. Perché, sebbene la maturità formalmente non esista, la vita di uno studente nipponico è un lungo esame. Tantissimi test, soprattutto scritti (gli orali sono una rarità), che segnano le più elementari tappe della sua carriera scolastica. Periodicamente, infatti, i professori fanno svolgere dei mini-esami per verificare la preparazione degli alunni; ma non sono come i tuoi compiti in classe perché il singolo voto è come se fosse un pezzo del giudizio finale. E per rendere ancora più competitivo il sistema scolastico, ogni volta i giudizi sono esposti pubblicamente, mentre da noi ciò avviene solo alla fine dell’anno. Ma gli esami più temuti non solo quelli per uscire bensì quelli per entrare nelle scuole: i test d’ammissione, per avanzare di livello (ma anche per passare da una scuola all’altra), sono difficili e rischiosi. Non superarli equivale a non poter frequentare nessuna scuola e passare un anno da ronin, costretto a studiare da solo a casa in attesa di sostenere l’esame d’ammissione all’anno successivo.

Ansia da esame di maturità? Guarda il video e segui questi consigli

#3 Stati Uniti: la maturità non c’è, ma forse è peggio
Oltreoceano un esame di maturità come lo intendiamo da queste parti non esiste. Perché alla fine dell’High School – che non equivale al nostro liceo ma è un percorso della durata di 12 anni, che accompagna lo studente americano dall’infanzia sino alla maturità - si consegue un’idoneità che tiene conto del percorso scolastico nel suo complesso, niente di più che la somma algebrica dei crediti ottenuti: un'ora di lezione al giorno per una settimana di cinque giorni e per la durata di 36 settimane equivale a 1 credit. Per ottenerlo, però, gli studenti vengono valutati alla fine dei corsi in base a compiti a casa, partecipazione alle discussioni in classe, test, relazioni scritte e un breve esame scritto a fine anno (raramente lo studente americano deve affrontare un esame o un'interrogazione orale durante l'anno). Obiettivo dell’High School, infatti, è dare una cultura generale ai ragazzi. A molti potrebbe sembrare il paradiso dello studente. Non è proprio così. Questa è solo la base. Il sistema americano lascia ampia libertà su come disegnare il proprio futuro. Così, chi volesse andare all’università, dovrà costruirsi da solo un buon curriculum scolastico: frequentando corsi facoltativi – che danno la vera formazione specialistica - parallelamente a quelli comuni e cercando di tenere il proprio rendimento scolastico sempre ai massimi livelli. L’università negli Stati Uniti costa cifre stratosferiche e, per ottenere una delle borse di studio messe a disposizione dai college – forse l’istituzione che più si avvicina al liceo italiano - servono voti altissimi.

#2 Cambogia: la mattanza dei maturandi
A volte gli studenti sono vittime inconsapevoli di decisioni che mirano a colpire altri soggetti. È un po’ che quello che negli ultimi anni sta succedendo in Cambogia, il Paese con il tasso di bocciati alla maturità più alto al mondo. Nel 2014, addirittura, i promossi sono stati solo il 25% (1 su 4). Il motivo? La corruzione dilagante nelle scuole. Per anni, infatti, le scuole cambogiane sono state il simbolo del mercato dei voti; con professori che, in cambio di denaro, elargivano giudizi alti agli studenti oppure passavano loro le soluzioni delle tracce il giorno dell’esame. Il risultato è stato aver creato una generazione di gente impreparata ad affrontare il mondo del lavoro e dell’istruzione universitaria. Magari i ragazzi italiani faticheranno un po’ per ottenere il titolo di studio, ma almeno non rischiano che un giorno arrivi dall’alto l’ordine di decimare le schiere dei maturandi per dare un segnale a dei professori troppo “buoni”.

#1 Francia: i più bocciati d’Europa
Finora abbiamo rivolto lo sguardo a Paesi molto lontani da noi. Ma se ci avviciniamo all’Italia, alla confinante Francia, le cose non migliorano per gli studenti delle scuole superiori. Perché l’esame di maturità, chiamato Baccalauréat (BAC), è innanzitutto molto difficile. Si sostiene in due fasi: la prima durante il penultimo anno di scuola, quando i professori valutano il livello di preparazione; la seconda alla fine del ciclo di studi, dove però sarà una commissione completamente esterna a giudicare i maturandi. Più che un esame, una selezione naturale. Il BAC, infatti, ha dei tassi di bocciatura molto alti (più del 20% non riesce a superarlo) e, beffa delle beffe, è solo un punto di partenza per chi aspira a una carriera lavorativa di vertice. Perché il diploma francese consente l’accesso “solo” all’università mentre, per accedere alle prestigiose Grand Ecoles (dove viene formata la classe dirigente del Paese), serve un anno di studi in più…con relativo ulteriore esame.

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