Maturità 2018, come fare se i commissari esterni sono cattivi

i 5 commissari esterni che non si vorrebbero mai incontrare

Immagina la scena: una intera commissione di prof durante la prova più impegnativa tra le date della Maturità: il colloquio orale. Tra loro, ecco apparire i commissari esterni maturità 2018, illustri sconosciuti con il potere di cambiare totalmente il corso degli eventi grazie alle loro domande a sproposito, espresse in modo misterioso: si sa che ogni prof ha le sue fissazioni, e ci vogliono anni prima che uno studente riesca a decifrare la sua mente, non certo qualche minuto. E se uno (o più di uno) di loro si rivelasse una vera e propria carogna, un mostro a tre teste, un sadico che neanche il peggiore protagonista degli psicothriller più contorti? Hai due soluzioni: scappare (ed essere bocciati) o ricordarti le indicazioni che oggi gentilmente vi offriamo dall'alto della nostra esperienza.

Come fare se il commissario esterno è invidioso

Diciamocelo chiaramente, un professore acquisisce importanza a seconda della quantità di ore e della pertinenza della sua materia con l'indirizzo dell'istituto: viceversa, alcune materie hanno poco spazio e per questo sono prese sotto gamba. Alcuni professori, questo non possono accettarlo, e dopo anni interi di frustrazione, non vedono l'ora di far pesare il proprio parere come un macigno. Magari proprio durante l'esame di Maturità in cui svolgono il ruolo di commissari esterni. Mai, perciò, prendere sotto gamba i professori esterni delle materie minori: il loro rancore potrebbe esplodere durante il colloquio orale con effetti disastrosi.

Come fare se il commissario esterno è egocentrico

Troneggia dalla sua postazione anche se non è il presidente di commissione di maturità 2018, e al primo sguardo si nota come la sua personalità abbia già annientato tutti i suoi colleghi di commissione e che l'ultima parola sarà la sua. Rompiscatole all'ennesima potenza, istrione ed egocentrico, potrebbe in realtà rivelarsi utile: in sede d'esame, riuscirebbe a contraddire gli stessi colleghi pur di imporre il suo punto di vista e perdere un'infinità di tempo a parlare di tutto ciò che pensa, crede o sa. In realtà questo è un tipo che va a simpatia, proprio come un re capriccioso: siate affabili, divertitelo e omaggiatelo, perché se alla sua domanda, magari un po' banale, piace come state rispondendo, si batterà per voi fino alla fine. Ma mai farselo nemico: pur di non starlo a sentire, i suoi colleghi lo accontenteranno.

Come fare se il commissario esterno è pignolo

Fissato con le precisazioni, è il re del disagio. Il suo carattere di base è buono ed accogliente, spesso dimostra qualche anno in più e veste con esagerata cura, porta con sé i suoi ordinatissimi e libri e quaderni con copertina ed è spesso sorridente. A vederlo, istintivamente ispira fiducia, e si è spinti a rispondere di getto alla sua domanda, relativamente semplice, generica e alla nostra portata. Ma proprio quando sembra che ci sia andata bene, la nostra risposta non sembra fare lo stesso effetto su di lui. Nonostante i nostri svariati tentativi, alla fine, scuote la testa rattristito, e noi capiamo di averlo deluso. Ma qual era la risposta? La nostra, esattamente la stessa. Solo, espressa con quei termini tecnici e di impeccabile precisione lessicale che un prof pignolo ama più di se stesso.

Come fare se il commissario esterno è testardo

Siete bravi, bravissimi, da cento e lode. Avete solo un difetto: non credete in ciò in cui crede lui. Religioso, rivoluzionario, retrogrado e bacchettone o all'avanguardia non importa, a qualsiasi filone appartenga, questo tipo di commissario esterno non riesce a digerire che esista, o sia esistita, gente che la pensa diversamente. O che, addirittura, vada contro la sua filosofia. Davanti ad un prof così, bisogna stare molto attenti non solo a come si parla, ma anche agli argomenti che si affrontano: l'unico modo per uscirne è non schierarsi troppo e annuire quando sentirà il bisogno di puntualizzare e giustificare. Anche quando negherà realtà storiche documentate. Del resto il diploma ha un prezzo.

Come fare se il commissario esterno è giovane ma cattivo

E' giovane e questo ci piace. E' anche bello, ma questa mantide religiosa di commissario esterno può fregarvi in un attimo. La freddezza del suo sguardo, mentre ripetiamo la tesina o il percorso, deve metterci già in allarme. Il suo silenzio è inquietante, ma le sue parole lo sono anche di più: non gli basta il classico metodo di interrogare. Lui vuole di più. Così, cerca di stimolare il dibattito, ci contraddice, ci chiede il perché di tutto ciò che sappiamo e che a volte diamo un po' per scontato. Vuole ragionamenti geniali e bolla tutto il sapere dei libri come banalità. Non si limita alla sua materia, è una palla impazzita che si immischia in qualsiasi discorso: e alla fine del colloquio siamo stanchi e sudati come dopo una maratona.

Carla Ardizzone

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21 dicembre 2017 ore 18:30

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