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di Margherita Paolini
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la ricorrenza dei cento giorni alla maturità tra santo e tradizioni portafortuna

L' 11 marzo, partirà ufficialmente il countdown verso la prima prova di questa Maturità 2019. Ancora lontani dalle ansie dell’ultimo momento, gli studenti si preparano a festeggiare la ricorrenza dei 100 giorni che cadrà il secondo lunedì di marzo.

Tantissimi ragazzi partiranno alla volta del Santuario di San Gabriele, a Teramo, per il rito della benedizione delle penne. E allora conosciamo meglio il Santo che protegge i giovani e le tradizioni che accompagnano da sempre questa ricorrenza speciale.

100 giorni a San Gabriele: il santo degli studenti

Il protettore a cui i ragazzi ogni anno affidano le sorti dei propri esami di Maturità è San Gabriele dell’Addolorata, vissuto intorno alla metà dell’Ottocento e morto prematuramente all’età di soli 24 anni a causa della tubercolosi. Noto come il Santo dei giovani, dei miracoli e del sorriso, il Santo ragazzo è stato ritenuto artefice di vari miracoli.

Benedizione delle penne a San Gabriele per i 100 giorni

Così tutti gli anni gli studenti, non necessariamente particolarmente devoti, alla scadenza dei 100 giorni dalla Maturità si recano in massa nel Santuario di San Gabriele in Abruzzo per assistere al rito celebrato per la particolare occasione. Il momento della messa maggiormente atteso è quello finale della benedizione delle penne ma anche dei dizionari (o delle calcolatrici), con cui i maturandi affronteranno le prove a giugno. Si tratta di una tradizione che, si capisce bene, non ha a che fare tanto con uno spirito di grande religiosità, quanto con la fede speranzosa nel “miracolo” del Santo dei giovani. Un’occasione, quella della gita presso il noto Santuario, che riunisce tutti i giovani facendoli sentire compartecipi di un momento delicato e fondamentale, di una medesima sorte.

100 Giorni maturità e tradizioni

Ma quella della benedizione delle penne non è l'unico rito scaramantico con il quale i giovani celebrano i 100 giorni. I maturandi delle varie regioni del nostro Paese festeggiano la ricorrenza dei 100 giorni con tradizioni scaramantiche che variano da luogo a luogo, sfruttandone anche la tipicità. A Pisa, ad esempio, l’abitudine è quella di fare 100 giri intorno alla famosa torre, mentre a Palermo si salgono 100 gradini in ginocchio. In altre regioni marittime del centro Italia si scrivono i voti sperati sulla sabbia, in attesa che le onde del mare li cancellino.

Pranzi e feste dei 100 giorni

Infine la ricorrenza dei 100 giorni è l’occasione per la maggior parte degli studenti per fare gite fuori porta e recarsi, confidando nel buon tempo (nonostante marzo pazzerello), in campagna o al mare. Così si organizzano pranzetti al sacco dove spesso e volentieri non manca una bottiglia di vino. Tuttavia è proprio quest’ultimo a rovinare quasi ogni anno la festa.

Margherita Paolini