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che cos'è l'apotema


L'apotema


Si definisce apotema di un poligono il raggio della circonferenza inscritta in esso. Tale raggio assume una grande importanza specie nei poligoni regolari, perchè permette -indipendentemente dal numero dei loro lati- di calcolarne facilmente il perimetro e l'area.

Vediamo di chiarire bene questa questione.

Cominciamo innanzi tutto col dare la definizione di poligono regolare.
Un poligono regolare è un poligono che ha tutti i lati e tutti gli angoli uguali. In altre parole, un poligono è regolare quando è equilatero ed equiangolo.

La geometria ci insegna che ogni poligono regolare è inscrivibile e circoscrivibile ad una circonferenza, e che le due circonferenze (una circoscritta, l'altra inscritta) hanno il medesimo centro.
In ogni poligono regolare, infatti, gli assi di ogni suo lato (cioè le rette passanti per la mezzeria di ogni lato e ad ogni lato perpendicolari) passano per un medesimo punto. Questo punto, che chiameremo centro O del poligono, è equidistante dai lati del poligono e da tutti i suoi vertici.
Puntando il compasso nel punto O con apertura OA (dove A è un vertice a piacere del poligono regolare), otterremo una circonferenza di centro O e passante per tutti i vertici del poligono. Si dice che questa è la circonferenza circoscritta al poligono. Il suo raggio è dunque pari alla distanza tra O ed uno qualsiasi dei vertici.
Se invece tracciamo l'asse OH di uno qualsiasi dei lati del poligono, e puntiamo il compasso nel punto O con apertura OH (dove H è il punto in cui il lato ed il suo asse si intersecano), otterremo una circonferenza di centro O interna al poligono, e tale che ogni suo lato le sia tangente in corrispondenza dalla mezzeria. Si dice che questa è la circonferenza inscritta nel poligono. Il suo raggio - pari ad OH - viene chiamato, come già accennato in precedenza, apotema del poligono.

Immaginiamo di disegnare un esagono regolare di centro O. Congiungiamo ognuno dei suo vertici con O, in modo da suddividere la figura in 6 triangoli isosceli (poichè abbiamo detto che il centro O di un poligono regolare è sempre equidistante da ognuno dei suoi vertici) e tutti uguali.
Ognuno di questi triangoli ha per base il lato dell'esagono (L) e per altezza il suo apotema (a).
Possiamo quindi scrivere che:

[math]AREA(esagono)= 6 \cdot AREA(triangolo)[/math]
Cioè:
[math]AREA(esagono)= 6 \cdot \frac{L \cdot a}{2}[/math]

O se si preferisce:

[math]AREA(esagono)= \frac{6 \cdot L \cdot a}{2}[/math]

La quantità 6L è pari al perimetro (P) dell'esagono. Poichè spesso nei manuali di geometria si suole indicare con la lettera P non il perimetro, ma il semiperimetro di un poligono, diremo che:

[math]6L = 2P[/math]
.

Possiamo dunque scrivere:

[math]Area= \frac{2P\cdot a}{2} = P \cdot a[/math]

Questo ci porta ad una conclusione generale: l'area di un poligono regolare è uguale al prodotto della misura del semiperimetro P per quella del suo apotema (a). Questa constatazione ha in geometria una grandissima importanza: attraverso di essa è possibile calcolare facilmente l'area di un poligono regolare una volta noti il suo perimetro e il suo apotema: operazione, questa, altrimenti complessa.

Dalla formula appena vista derivano poi due formule inverse, utili per calcolare:

1) L'apotema di un poligono regolare qualora siano noti l'area e il semiperimetro;

2) Il perimetro di un poligono regolare qualora siano noti l'area e l'apotema;

[math] a= \frac{A}{P}[/math]

[math] 2P = \frac{2A}{a}[/math]

Calcolo dell'apotema


In ogni poligono regolare esiste una relazione ben precisa tra la misura del lato (L) e l'apotema (a).

In altre parole, per ogni poligono regolare è possibile determinare la misura dell'apotema moltiplicando la misura del lato per un certo numero fisso. Il valore di questo numero dipende dal numero di lati del poligono.
Possiamo dunque scrivere che:

[math]a = L \cdot (n° fisso)[/math]

Da cui deriva una formula inversa:

[math] L = \frac{a}{numero fisso}[/math]

Il valore di questo numero fisso è normalmente tabulato in qualsiasi manuale di geometria, in funzione del numero di lati del poligono . Qui di seguito si riporta tale valore per i poligoni più comunemente studiati:

TRIANGOLO = 0,2886
QUADRATO = 0,5
PENTAGONO = 0,6882
ESAGONO = 0,866
ETTAGONO = 1,0384
OTTAGONO = 1,2071

Apotema e solidi


Il termine "apotema" si ritrova non solo nella geometria piana (quando si parla di poligoni regolari), ma anche nella geometria solida. Per la precisione si parla di apotema quando si studiano la piramide (o il tronco di piramide) e il cono (o il tronco di cono).

Nella piramide esistono due apotemi: l'apotema propriamente detto e l'apotema di base.

1) Il primo è definito come il segmento perpendicolare condotto dal vertice della piramide ad uno spigolo di base, o più semplicemente come l'altezza di ognuna delle facce laterali triangolari della piramide. Se la piramide è retta, queste altezze risultano tutte uguali. Conoscere il valore dell'apotema di una piramide è molto utile, perchè permette di calcolarne l'altezza e l'area laterale.

2) Il secondo è invece il raggio della circonferenza iscrivibile nel poligono di base, e, se quest'ultimo è regolare, valgono per l'apotema di base tutte le considerazioni che abbiamo espresso finora. Conoscere il valore dell'apotema di base di una piramide è molto utile, perchè permette di calcolarne l'altezza qualora sia noto anche il valore dell'apotema, e l'apotema qualora sia nota anche l'altezza.

Il cono, differentemente dalla piramide, non è un solido a spigolo, ma è un solido di rotazione. E' infatti il solido frutto della rotazione completa (360°) di un triangolo rettangolo attorno ad un suo cateto. L'ipotenusa di questo triangolo è per l'appunto l'apotema del cono. Conoscere il valore dell'apotema di un cono è molto utile, perchè permette di calcolarne l'altezza, il raggio di base e l'area laterale.

Poichè a questo punto la trattazione comincerebbe a farsi complessa, se ne risparmiano in questa sede i dettagli: il presente appunto ha il solo scopo di illustrare nel dettaglio le caratteristiche dell'apotema nelle figure piane. Si rimanda la questione relativa all'apotema delle figure solide negli appunti esplicitamente dedicati ai solidi PIRAMIDE e CONO.

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