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1° sequenza- la passeggiata dio don Abbondio- descrittiva e narrativa


(Tra il 3° e il 4° capitolo Fra Galdino ha portato a Fra Cristoforo il messaggio da parte di Lucia)
Fra Cristoforo si reca da Pescarenico al paese dove abita Lucia: il paesaggio intorno a lui è tipico autunnale, ma porta i segni della carestia; in particolare, tutto ciò che riguarda le attività dell'uomo porta tristezza.
- 3° riferimento alla carestia
- Descrizione soggettiva dell'ambiente: Manzoni ce lo descrive con gli occhi di Fra Cristoforo

2° sequenza- intervento dell'autore- riflessiva

L'autore si pone domande sul carattere e sull'identità di Fra Cristoforo, alle quali risponderà nella sequenza successiva

3° sequenza- descrizione fisica di fra Cristoforo- descrittiva

ha quasi 60 anni, è calvo se non per una piccola corona di capelli, ha la barba bianca e lunga, che copre guance e mento, lasciando in vista i tratti della parte superiore del volto, segnati dall'astinenza e dalla pratica della penitenza, ha gli occhi scavati perlopiù rivolti a terra, che talvolta sfolgorano: gli occhi sono espressione della sua personalità, tranquilla perché è frate, ma naturalmente irrequieta e impulsiva, che tiene a bada con la ragione.
- Similitudine: occhi come cavalli bizzarri: gli occhi (impulso di affrontare le persone) sono tenuti a bada dalla ragione, per dimostrare umiltà (non per paura, come Don Abbondio)

Antefatto- la storia di don Abbondio per spiegare perché aiuta Lucia

4° sequenza - il padre di Lodovico - narrativa
Fra Cristoforo si chiamava prima Lodovico, e non era un frate. Era figlio di un mercante che arricchitosi grazie ai commerci, in età avanzata aveva lasciato il lavoro, vivendo come un signore, concedendosi lussi costosi, circondandosi di parassiti e mettendo ogni sforzo nell'impresa di far dimenticare agli altri la sua antica professione, sentita come vergognosa e indegna del suo nuovo status sociale. Aveva lasciato il figlio, educato come un nobile, ricco e giovane.

5° sequenza- l'indole di fra Cristoforo - descrittiva narrativa

Lodovico era stato educato da nobile, ma quando aveva cercato di mescolarsi ai suoi pari era stato trattato con disprezzo e supponenza, tanto da preferire di allontanarsi da loro e diventare loro nemico competendo in forza e ricchezza. La sua indole era insieme onesta e violenta, tanto che girava accompagnato da bravi e sotto la protezione del servo Cristoforo, ma era solito difendere i deboli contro i nobili che lo disprezzavano. Scoraggiato e inquieto, infastidito e disgustato degli uomini a cui affidava la sua sicurezza, preoccupato di usare le proprie risorse per imprese e braverie, aveva pensato tante volte di diventare frate.
- Ossimoro: l'indole onesta e insieme violenta

6° sequenza - lo scontro con il nobile- narrativa dialogica

Un giorno durante una passeggiata, un nobile da sempre nemico di Lodovico gli si era fermato davanti, sostenendo di avere per primo la precedenza perché nobile; entrambi, però si trovavano rasenti al muro, quindi avrebbero potuto avere la precedenza. Da questa questione di puntiglio, nasce uno scontro. Nello scontro muoiono Cristoforo, servitore di Lodovico, ucciso dal nobile, e il nobile, ucciso da Lodovico.

7° sequenza - il parere della folla - dialogica

Con un discorso diretto libero, Manzoni riporta le parole dei paesani che hanno assistito allo scontro.

8° sequenza- il diritto di asilo e l'ospitalità dei cappuccini

o Comparsa del tema del perdono: Lodovico, accolto nel convento vicino, è perdonato da un frate cappuccino.
Lodovico, gravemente ferito, è ospitato in convento dove né la giustizia né i parenti del nobile ucciso possono entrare.


9° sequenza- la decisione di farsi frate- narrativa

Dopo essersi risvegliato dopo lo scontro, chiede perdono alla vedova di Cristoforo e dona alla famiglia del suo ex-servitore tutto il suo patrimonio. Inoltre sente ancora più vivo in sé il desiderio di farsi frate. Lo comunica quindi ai cappuccini, prende il saio e decide di chiamarsi Cristoforo in onore del suo servitore. Prima di trasferirsi nella sede del noviziato, chiede e ottiene il permesso di incontrare il fratello del nobile ucciso per chiedere perdono

10° sequenza- il perdono da parte dei parenti del nobile

Il giorno seguente si reca nel palazzo signorile del nobile, dove lo attendono tutti i parenti del morto. Le parole, i gesti e l'atteggiamento del frate fanno in modo che tutti i presenti accettino il perdono; offrono a Cristoforo cibo e bevande, ma egli si astiene dal banchetto e prende un po' di pane che rappresenta il perdono. Ne mangia un po' sulla strada di ritorno, e ne conserva la parte restante per ricordo del perdono ricevuto.

11° sequenza- la vita dopo la monacazione- descrittiva/narrativa

• Fra Cristoforo svolge i compiti assegnati con grande voglia e cura
• Predica e assiste i moribondi
• Protegge gli oppressi
• Pacifica i contrasti
• Il suo animo ritorna quello del giovane Lodovico quando si tratta di ingiustizia

12° sequenza- fra Cristoforo arriva da Lucia per aiutarla - narrativa

Fra Cristoforo è disposto ad aiutare Lucia appena riceve la sua richiesta.
• Collegamento alla storia principale: mentre Manzoni ha descritto la storia e il personaggio di Fra Cristoforo, egli è arrivato a casa di Lucia e Agnese, che lo stanno aspettando.
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