Elisaon di Elisaon
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Riassunto


Il capitolo si apre con un flash-back, attraverso le parole di Lucia, che mettono a conoscenza il lettore di come Don Rodrigo abbia scommesso di conquistarla e sedurla, e di come lei, dopo averlo sentito, se ne sia andata spaventata e inorridita. Entra in scena Agnese, madre di Lucia, che allarmata consiglia a Renzo di recarsi dall'Azzeccagarbugli, un avvocato il cui nome la dice lunga sul suo modo di lavorare e vedere la legge. Infatti costui, inizialmente disposto ad ascoltarlo credendo che egli sia un "Bravo", appena si rende conto che non è il colpevole, bensì la vittima di un sopruso organizzato da un potente, lo scaccia in malo modo, accusandolo di aver compiuto azioni sbagliate e rifiutando i suoi regali.
Nel frattempo, mentre Agnese e Lucia discutono a casa, bussa alla porta fra Galdino al quale, in cambio di elemosina, Lucia chiede di chiamare Fra Cristoforo per suo conto.
Il capitolo si conclude con un colloquio tra Renzo, che fa il suo ritorno, e le due donne, scoraggiati, tuttavia senza perdere la speranza.

Analisi dei personaggi


In questo capitolo, il personaggio di Lucia, viene raffigurato come emblema dei valori cristiani: purezza, pudicizia, fede nella Divina Provvidenza (uno dei temi fondamentali dell'intero romanzo).
Dopo aver suscitato le attenzioni di Rodrigo, infatti, ne è disgustata e racconta tutto a Fra Cristoforo, in una confessione; la sua fiducia nella Provvidenza fa sì che nonostante la sua fragilità sia sempre animata da un barlume di speranza. Tuttavia, spesso l'immagine che ci viene data di lei è quella di una ragazza indifesa, che piange continuamente, e ciò contribuisce a farla talvolta sembrare particolarmente stucchevole.
Al contrario, Renzo appare molto più impulsivo, animato da una forte sicurezza, testimoniata dalla risolutezza con cui egli si reca dall'Azzeccagarbugli. Dopo essere stato respinto dall'avvocato, lo ritroviamo alla fine del capitolo a casa di Lucia, determinato a farsi giustizia con o senza l'aiuto di Fra Cristoforo, ma testardo e deciso a farsi rispettare in tutti i modi, un'indole che poi verrà temprata dalle vicissitudini, che gli faranno subire una maturazione.
Il terzo personaggio che compare nel capitolo è l'Azzeccagarbugli, del quale emerge un ritratto squallido. Presentato indirettamente dal caos dell'ambiente che lo circonda (la sua casa, il suo studio, i libri impolverati), ripresenta la concezione della cultura come strumento di sopraffazione. La sua concezione delle leggi è puramente formale, ovvero se ne serve con l'unico scopo di raggirarle. Convinto inizialmente che Renzo sia un malfattore, lo spinge a rivelare il nome del signore per cui lavora, ma quando scopre che Renzo è un umile lavoratore che ha subito un torto, lo caccia senza farsi scrupoli, maltrattando un debole dalla suo posizione di superiorità economica e socio-culturale.
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