Concetti Chiave
- La guerra di successione di Mantova e del Monferrato (1628-1631) coinvolse diverse potenze europee, con la Francia e i suoi alleati contro il Sacro Romano Impero e la Spagna.
- Carlo Gonzaga, sostenuto da Francia e Papa, rivendicava il ducato di Mantova, mentre la Spagna appoggiava Ferrante Gonzaga e Carlo Emanuele I di Savoia.
- Gli alleati di Carlo di Nevers erano riluttanti ad agire, con la Francia impegnata altrove e il Papa cercava di mediare, lasciando spazio alle mosse della Spagna.
- L'assedio spagnolo di Casale fallì a causa della resistenza locale e delle risorse inadeguate, mentre il duca di Savoia perseguiva i propri interessi territoriali.
- Don Gonzalo, dopo i tumulti a Milano, abbandonò la ricerca di Renzo Tramaglino, considerandolo un episodio trascurabile e concentrandosi su altre questioni.
Indice
Presentazione dell’argomento
Le prime pagine del capitolo XXVII sono occupate da una disgressione sulla guerra di successione di Mantova e del Monferrato, durata dal 1628 al 1631, che da una parte vide alleati il Papa, la Repubblica di Venezia e la Francia e dall’altra il Sacro Romano Impero, il Ducato di Savoia e il Regno di Spagna. Il tema era già comparso nei discorsi alla mensa di don Rodrigo (capitolo V) e quando Renzo arriva a Milano (capitolo XII). Lo scrittore tende a precisare che l’argomento dovrebbe essere ben noto a tutto, però visto che il suo pubblico è composto da persone non colte (affermazione che riprende, in tono ironico, l’espressione dei “venticinque lettori”, destinatari del romanzo), ritiene utile richiamare le cause del conflitto La parentesi ironica colpisce le giustificazioni inventate per coprire gli interessi che spingono gli uomini a combattere. Pertanto in queste pagine del capitolo XXVII non è più sotto accusa la dissimulazione politica, ma l’ingiustizia di ogni guerra.
Il contesto e le cause della guerra
Alla morte del duca Vincenzo Gonzaga, il primo chiamato in linea duretta a succedergli sul trono di Mantova era Carlo Gonzaga, capo di un ramo cadetto che si era installato in Francia, dove possedeva anche il ducato di Nevers e quello di Rhétel. Con il favore del Papa, di Venezia e del primo ministro francese Richelieu, egli aveva preso possesso del ducato di Mantova e del Monferrato. La Spagna vedeva di cattivo occhio l’espansione dei Gonzaga nel Monferrato e per intervenire nel conflitto trovò una motivazione, apparentemente valida per escludere Carlo Gonzaga dalla successione: dichiarò, per questo motivo, che sul trono di Mantova aveva invece diritto Ferrante Gonzaga, principe di Guastalla e sul Monferrato aveva diritto Carlo Emanuele I di Savoia e Margherita Gonzaga che era figlia del defunto Vincenzo Gonzaga.
Indecisione degli alleati di Carlo di Nevers
Per il momento gli alleati di Carlo di Nevers (il Papa, la Francia, la Repubblica di Venezia) non avevano intenzione di intervenire: la Francia di Richelieu era occupata nell’assedio a La Rochelle, una roccaforte protestante, sostenuta dagli Inglesi ed era ostacolata da Maria dei Medici, regina madre, da sempre contraria agli interessi dei Névers; la Repubblica di Venezia non si voleva muovere se prima non si fosse mosso l’esercito francese e si limitava a protestare e ad inviare esortazioni ora blande, ora minacciose. Per quanto riguarda il papa, Urbano VIII, cercava di mettere d’accordo le parti e intercedeva in favore di Carlo presso gli avversari, ma nulla di più.Intervento del Governatore spagnolo di Milano e l’accordo con il duca di Savoia
Visto che gli alleati di Carlo di Nevers sono indecisi sul da farsi, Don Gonzalo Fernandez di Cordoba, governatore di Milano, facendosi interprete della volontà del re di Spagna e desiderosi di aprire le ostilità, stipula un accordo con Carlo Emanuele, duca di Savoia: i territori contesi sono divisi fra entrambi poiché i Savoia occupano il Monferrato e la Spagna annetterà Casale dopo aver cinto la città d’assedio.
A questo punto interviene Ferdinando II di Asburgo che posiziona il suo esercito a difesa dei due territori contesi.
Da parte sua, Carlo di Nevers, dopo aver occupato i territori contesi, invia anche un ambasciatore a Vienna per convincere l’imperatore a riconoscerlo erede legittimo, ma la missione si rivela inutile.
L’assedio di Casale non ha l’esito che la Spagna sperava
L’indecisione degli alleati del duca di Nevers permette al duca di Savoia e alla Spagna di avere più campo libero per agire. Infatti don Gonzalo, desideroso com’era di iniziare la guerra, aveva cinto d’assedio Casale, ma la corte non lo assecondava nei suoi desideri e a volte gli faceva mancare i mezzi necessari. Da parte sua, il duca di Savoia cercava di fare i propri interessi, mangiucchiando a poco a poco i territori che l’accordo, precedentemente preso, assegnava alla Spagna. E il timore di don Gonzalo era che il duca di Savoia un giorno o l’altro si avvicinasse ai Francesi.Sostanzialmente si può dire che l’assedio spagnolo da parte degli Spagnoli non aveva avuto gli esiti sperati sia per la resistenza opposta dagli abitanti del luogo che per la scarsità dei mezzi assegnati a Don Gonzalo.