Concetti Chiave
- L'Italia fu sotto la dominazione spagnola dal 1559, con i territori di Sicilia, Sardegna, Napoli, ducato di Milano e Stato dei presidi controllati dagli spagnoli.
- Il dominio spagnolo si divide in due fasi: la prima fino al 1610, caratterizzata da sviluppo economico e demografico, e la seconda contrassegnata da crisi e rivolte popolari.
- Le elevate tasse imposte dagli spagnoli generarono malcontento tra la popolazione, contribuendo all'aumento delle rivolte contro i dominatori durante il secondo periodo.
- Manzoni, ne I Promessi Sposi, critica la società aristocratico-feudale del Seicento, descrivendo la mancanza di diritti e l'oppressione del popolo da parte dei nobili.
- La cultura dell'epoca era arretrata e provinciale, con intellettuali sfruttati dalla Chiesa per combattere l'eresia e mantenere il predominio sociale, limitando l'innovazione culturale.
Indice
Dominazione Spagnola in Italia
L’Italia, nel 1559 si ritrovò sotto la dominazione degli spagnoli, che dominavano su Sicilia, Sardegna, Napoli, ducato di Milano e Stato dei presidi.
Lo stato della Chiesa dipendeva dal potere spagnolo, perché l’imperatore Filippo II e il suo successore si fecero promotori della controriforma cattolica contro i protestanti e al papa non conveniva contrapporsi alla supremazia spagnola.
ll dominio spagnolo in Italia può essere diviso in due fasi.
La prima giunge fino al 1610 e durante questo periodo l’Italia si sviluppò economicamente e demograficamente.
Crisi Economica e Rivolte
Nel secondo periodo, la penisola attraversò una crisi economica, con il declino del commercio e della produttività, dovuta all'inizio della crisi della Spagna, che provocò una diminuzione demografica e l'aumento delle rivolte contro i dominatori. Gli spagnoli opprimevano l’Italia con tasse elevate che suscitarono il malcontento della popolazione.
Critica di Manzoni
Manzoni, nei Promessi Sposi, ci mostra la crisi dell’Italia narrando gli avvenimenti che accadono a Milano in quel periodo e critica soprattutto la guerra e le tasse troppo elevate per i contadini.
Il cattolicesimo voleva conservare la tradizione culturale, per difendere i beni e i privilegi della Chiesa, non avendo fiducia verso le novità.
Società Aristocratico-Feudale
La società aristocratico-feudale del Seicento non conosce diritti, vede il cittadino come un suddito e non è in grado di attuare la giustizia. È una società senza legge, dove i governanti sono impotenti, i nobili e i ricchi opprimono il popolo, i deboli vengono sfruttati e gli intellettuali sono costretti a sottostare alle regole che gli vengono imposte, diventando strumenti del potere.
Manzoni fa intendere che le grida, enunciate contro i bravi, valevano solo per chi non aveva protezione, ma i signorotti, come Don Rodrigo, e gli uomini al loro servizio, riuscivano a evitarle seminando terrore, con la corruzione o con l’aiuto di avvocati, come nel caso del Dottor Azzeccagarbugli.
Cultura e Intellettuali
In questo periodo anche la cultura è arretrata e provinciale, vengono infatti sminuite le figure degli intellettuali, utilizzati dalla Chiesa per combattere l’eresia protestante e per esaltare il proprio predominio sociale.
Domande da interrogazione
- Quali furono le conseguenze della dominazione spagnola sull'Italia nel periodo 1559-1610?
- Come viene rappresentata la società del Seicento nei Promessi Sposi di Manzoni?
- Qual è il ruolo della Chiesa cattolica durante la dominazione spagnola in Italia?
Durante la prima fase della dominazione spagnola, l'Italia si sviluppò economicamente e demograficamente, ma successivamente, con l'inizio della crisi spagnola, la penisola affrontò una crisi economica e un aumento delle rivolte popolari a causa delle elevate tasse imposte dagli spagnoli.
Manzoni descrive una società aristocratico-feudale priva di diritti, dove i cittadini sono considerati sudditi e i nobili opprimono il popolo. La giustizia è assente e gli intellettuali sono costretti a sottostare al potere, diventando strumenti di oppressione.
La Chiesa cattolica, sotto la dominazione spagnola, si schiera a favore della controriforma e cerca di mantenere i propri privilegi, mostrando scetticismo verso le novità e utilizzando intellettuali per combattere l'eresia protestante e sostenere il proprio predominio sociale.