Ominide 11269 punti

Don Rodrigo


Fra Cristoforo, saputo delle minacce rivolte al sacerdote don Abbondio da parte degli sgherri del nobile don Rodrigo (il quale si è incapricciato della giovane Lucia Mondella e ne vuole impedire la nozze con Renzo Tramaglino), si reca dal signorotto del paese nel tentativo, tanto coraggioso quanto senza speranze, di farlo recedere dai suoi propositi.
Don Rodrogo è un mediocre, vile e senza senno. Non sarebbe nessuno se il privilegio datogli dalla nascita in una famiglia aristocratica e potente non gli conferisse una grande autorità nel territorio di Lecco e non lo circondasse di una corte si altrettanto mediocri adulatori e di squallidi sgherri.
Don Rodrigo, mobile insulso e prepotente, è uno dei due grandi ostacoli che Renzo e Lucia devono superare sulla strada del loro matrimonio. L’altro sarà l’innominato. Ma mentre il secondo, capace di audacia e di grandi sentimenti, si redimerà e aiuterà spontaneamente Lucia, il primo continuerà una vita malvagia e dissoluta fino a quando, colpito dalla peste, incontrerà la morte nel lazzaretto di Milano.
La costruzione dei personaggi di don Rodrigo e dell’innominato da parte di Manzoni ha in comune l’uso dello sfondo: in entrambi i casi, infatti, lo scrittore si avvale della descrizione delle loro abitazioni, un mediocre “palazzotto” per l’uno, un “castellaccio” arrocato in cime ai monti per l’altro.
In entrambi i casi, a sottolineare le radici del potere feudale, abbiamo un’esibizione di arsenali (“schioppi, tromboni” nelle casupole del misero borgo ai piedi del palazzotto di don Rodrigo, “sale tappezzate di moschetti, di sciabole e di partigiane2 nel castello dell’innominato) e una presenza di uomini armati a guardia degli ingressi.
Le somiglianze, però, finiscono qui. L’altura su cui sorge la dimora di don Rodrigo è soltanto “uno de’ poggi” sparsi sulle rive del lago (tanto che fra Cristoforo vi arriva facilmente, per una viuzza a chiocciola). Sul portone sono inchiodati “due grand’avoltoi, con l’ali spalancate, e co’teschi penzoloni” (e la tradizione letteraria vuole l’avvoltoio, uccello che si nutre di carogne, sinonimo di persona avida e rapace, pronta ad approfittare delle disgrazie altrui). Quanto alle guardie, i due bravi sdraiati ai lati del portone del palazzotto di don Rodrigo non sono niente di più di due cani in attesa di consumare gli avanzi della mensa del padrone. Le loro imprese falliranno e alla prima occasione tradiranno. Fra Cristoforo trova don Rodrigo nel pieno di un banchetto, fra “un gran frastono confuso di forchette, di coltelli, di bicchieri, di piatti, e sopra tutto di voci discordi, che cercavano a vicenda di soverchiarsi”. È dunque un mediocre, che ama la mondanità, vive in luoghi accessibili, si circonda di amici e adulatori, si ostina a volere Lucia anche per questioni di “immagine”.
Hai bisogno di aiuto in Personaggi Promessi Sposi?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove