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I Promessi Sposi- Don Abbondio e il Cardinale Borromeo


Don Abbondio e il Cardinale Borromeo sono entrambi due personaggi importanti nel romanzo di Alessandro Manzoni, nonostante abbiano un comportamento molto diverso tra loro, pur essendo entrambi uomini di chiesa. I loro punti di vista sono molto diversi, sotto tutti gli aspetti:
in quanto al matrimonio di Renzo e Lucia, Don Abbondio non si sente in dovere di celebrarlo e decide di rimandarlo senza esitazioni. A differenza sua, il cardinale Borromeo ritiene che il matrimonio sia un sacramento e che, se richiesto a un prete, dev'essere obbligatoriamente celebrato.
Di fronte alle intimidazioni di Don Rodrigo, il curato don Abbondio si è arreso, mentre il cardinale crede che nessuna minaccia abbia importanza di fronte a un sacramento.
Per quanto riguarda invece i pericoli, don Abbondio ritiene che i doveri di un prete debbano cessare di fronte a essi, mentre il cardinale crede che più aumenti un pericolo, più aumenti anche il dovere di un prete.
Secondo don Abbondio, trasgredire alle minacce di un prepotente è inutile. Il cardinale crede invece che la minaccia di un prepotente non basti a far trasgredire i comandamenti a un prete qualunque.
La differenza nel loro atteggiamento sta anche nel fatto che don Abbondio è diventato prete non per vera vocazione, bensì perchè crede che la tentazione e la sicurezza di una vita tranquilla superino la chiamata di Dio, mentre il cardinale ritiene che quest'ultima sia fondamentale.
Il curato ritiene inoltre che con i violenti e i prepotenti non ci sia nulla da guadagnare, ed è inutile combattere contro di loro per ottenere la giustizia. Il cardinale Borromeo crede invece che non sia giusto utilizzare la forza e la violenza, ma si deve comunque soffrire per provare a ottenere la giustizia.
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