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Descrizione della figura di Don Abbondio


Don Abbondio era un uomo poco coraggioso, anzi non lo era affatto, e in quei tempi chi non sapeva difendersi doveva sempre sottomettersi alla volontà degli altri. Decise di diventare curato, anche se non aveva una gran vocazione, per essere protetto dal clero (non essendo ricco non poteva godere della protezione della nobiltà). Don Abbondio ha sempre condotto una vita monotona: il pomeriggio, al ritorno dalla sua abituale passeggiata leggeva il breviario e nei soliti punti alzava lo sguardo; quando tornava a casa trovava la tavola già apparecchiata da Perpetua per la cena, donna a cui confidava tutto anche se sapeva che era una gran pettegola. È un personaggio la cui vita è dominata dalla paura e per questo quando si è trovata faccia a faccia con i bravi si è subito sottomesso a loro, anche se solo quando gli hanno detto che lavoravano per Don Rodrigo ha accettato il loro comando senza controbattere. Don Abbondio è un tipo che mette sempre in relazione le sue paure e quando deve scegliere da che parte stare si schiera sempre con il più forte indifferentemente da quello che fanno. Per questo al primo incontro non dice niente a Renzo, ma quando lui torna e lo minaccia fa immediatamente un confronto fra la paura che nutre per Don Rodrigo e quella che nutre per Renzo, e vedendo quella per Renzo più vicina e quindi più pericolosa, decide di confessargli tutto. Inoltre cerca sempre di scansare gli scontri e le polemiche con le persone che non può contrastare e questa caratteristica traspare dai suoi movimenti; ad esempio quando tornando a casa dalla sua solita passeggiata calcia via dalla strada i ciottoli come se fossero le sue stesse paure; oppure quando cerca di scaricare il problema sugli altri, accusandoli o almeno ponendoli tra lui e il suo nemico. Don Abbondio non ha un ruolo preciso nel romanzo, cioè non è né un aiutante perché non fa nulla per aiutare Renzo e Lucia, né un antagonista perché le sue intenzioni non sono uguali a quelle di Don Rodrigo. Egli vive in un mondo tutto suo, avvolto dalla paura. È un tipo che non riesce ad imparare dalle vicende che lo colpiscono. Don Abbondio non solo teme il pericolo, ma vede ostacoli e insidie anche dove non ci sono e si crea pregiudizi e timori infondati, rinchiudendosi così in un egoismo che gli impedisce di distinguere il bene dal male.
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