RITRATTO DEI BRAVI

I bravi erano soldati mercenari esistiti nel XVI-XVII secolo che agivano contro la legge compiendo, a pagamento, azioni violente e illegali a favore dei signorotti che ne richiedevano l'intervento. Facevano in modo che il volere di chi comandava fosse rispettato a tutti i costi.
Di loro parla Alessandro Manzoni ne “I Promessi Sposi” e li presenta come sgherri al servizio di Don Rodrigo e dell’Innominato. Manzoni inoltre, nel suo romanzo, cita varie leggi in cui i governatori dello Stato di Milano intimavano ai bravi di cessare i loro soprusi. Godendo dell'appoggio di signori potenti e della connivenza dei pubblici funzionari queste leggi non venivano applicate e i bravi restavano impuniti.
Gli uomini che si avvicinarono a don Abbondio per minacciarlo, affinché non celebrasse il matrimonio tra Renzo e Lucia, erano due bravi al servizio di don Rodrigo.
Manzoni fa una descrizione dettagliata dell’ aspetto fisico. L'abbigliamento e gli accessori dei bravi facevano capire quali erano le loro intenzioni: in testa avevano una reticella verde che cadeva loro sulla spalla sinistra e terminava con un fiocco ed avevano un ciuffo sulla fronte; due lunghi baffi arricciati in punta; una cintura lucida di cuoio a cui erano attaccate due pistole; un corno pieno di polvere da sparo come collana; un coltellaccio che spuntava dalla tasca degli ampi e gonfi pantaloni; uno spadone.

Erano furbi e arroganti, violenti, minacciosi, rissosi, iracondi, prepotenti e dicevano parolacce e bestemmie, dimostrando di non avere rispetto neanche per gli uomini di chiesa. Eseguivano tutto ciò che veniva chiesto loro senza battere ciglio e senza scrupoli.

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