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I caratteri del cristianesimo manzoniano

Dopo la conversione, giunta in data 2 aprile 1810 in piazza della Concordia, Manzoni si avvicina a un cristianesimo intransigente, caratterizzato da un forte moralismo che impegna costantemente il fedele sia nella vita di tutti giorni che quindi intellettuale. In special modo il cristianesimo è evidente nella prima opera di Manzoni "Inni Sacri" (inni di carattere religioso, tra cui i più noti rimangono "Pentecoste" e "Natale), ma anche nel suo capolavoro "I promessi sposi".
Si possono rilevare tre distinti momenti nel cristianesimo manzoniano:
1. Cristianesimo celebrativo: Manzoni vuole celebrare anche in poesia le feste liturgiche della Chiesa, rilevare il loro significato teologico, dando scarso rilievo ai riflessi umani e storici della Redenzione.
2. Cristianesimo elegiaco: Anche chiamato della Grazia, perché porta Manzoni a meditare sugli orrori della storia e delle sue violenze e a condannarla. La visione pessimistica della vita sfocia anche in una sfiducia nella lotta per un mondo migliore. Questo momento è quello delle "Tragedie" i cui protagonisti, specialmente Il conte di Carmagnola, Adelchi ed Ermengarda, sono le vittime innocenti della crudeltà, ma purificati dalla Grazia riescono a trovare la pace e la serenità soltanto nella morte.

3. Cristianesimo agonistico: Anche chiamato momento dell'ottimismo cristiano. L'uomo si impegna a collaborare con Dio e tenta di portare la pace e il Bene anche sulla Terra. Ciò è presente nelle "Odi civili" e soprattutto nel suo capolavoro dove gli umili non subiscono impassibili la violenza ma lottano per ottenere il Bene con fede e grazie all'apporto della Provvidenza.

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