Quando Manzoni si converte al romanticismo scrive il conte di Carmagnola e l’Adelchi, Entrambe tragedie ambientate nel medioevo (476-1453/92) di cui cerca i lati positivi. Manzoni non rispetta le unità aristoteliche e per questo verrà criticato da Chavè a cui risponde scrivendo una lettera nella quale spiega perché lui non segue queste unità, dice che parte da un fatto storico, dal vero per arrivare nella poesia al verosimile poiché viene arricchito dalla fantasia dell’autore che inventa personaggi e pensa quello che hanno pensato i personaggi, il suo stato d’animo e i suoi sentimenti. Doveva essere verosimile perché avevano uno scopo civile, essendo poeta vate deve dare insegnamenti e con le unità non sarebbe stato possibile poiché sarebbero alterati sentimenti dei personaggi. Con le unità di Aristotele non si poteva presentare un’opera verosimile, ma un’opera assurda perché la tragedia doveva finire in un giorno, l’azione doveva essere una sola e il luogo doveva essere unico. Manzoni quindi non poteva presentare personaggi reali e eventi reali stando dentro queste costrizioni, perché in questo modo vengono alterati i sentimenti dei personaggi.

Il Conte di Carmagnola


E’ ambientato nel 400 con una durata di 7 anni. Il conte di Carmagnola è il capitano Francesco Bussone di ventura veneziano, si sposa con la figlia del duca di Venezia diventando capitano in quanto prima era mecenate. Abbandona Venezia e si trasferisce a Milano dove sarà capitano dell’esercito al servizio del duca di Milano. In questi anni c’è la lotta tra Milano e Venezia ovvero la battaglia di Maclodio dove i Milanesi vincono e dopo la battaglia di Maclodio sarà condannato a morte in quanto accusato di essere stato troppo permissivo e clemente con i veneziani e quindi i nemici. Viene quindi ritenuto colpevole e viene ammazzato. È una tragedia simile a quella di Shakespeare che si basa sul carattere, i pensieri e le sofferenze di Bussone. Prima di essere condannato Bussone parla con la moglie e in questo discorso mette in evidenza la sua sensibilità e la sua sofferenza. Manzoni, quando scrive la tragedia, è di parte perché era convinto che francesco fosse innocente, da studi successivi invece si evince che francesco è stato effettivamente più buono con i veneziani. Rappresenta il trionfo del male nella storia temperato solo dalla fede che consola il conte.
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